Citroen C3 Picasso 1.4 VTi: spazio d’autore

Comoda e versatile, la più piccola delle monovolume Citroen propone un design originale e un abitacolo ampio e funzionale

Citroen C3 Picasso 1.4 VTi: spazio d'autore

Tutto su: Citroën C3 Picasso

Citroen C3 Picasso 1.4 VTi 16V Exclusive Style

Design

7.80

Comfort

8.50

Prestazioni

7.50

Consumi

8.00

Prezzo

7.50

VOTO Motori.it: 7.86

Pro

Design originale, comfort interno, abitabilità

Contro

Manovrabilità del cambio, ripresa

di Valerio Verdone

16 giugno 2010

Comoda e versatile, la più piccola delle monovolume Citroen propone un design originale e un abitacolo ampio e funzionale

Dopo la C4 anche la C3 diventa Picasso e lancia la sfida a concorrenti del calibro di Opel Meriva, Lancia Musa e Mercedes Classe A. Pratica, grazie all’abitacolo modulabile, colpisce per la sua immagine spigliata e la cura dei dettagli. Proposta sia con motori a benzina da 1,4 e 1,6 litri che con propulsori turbodiesel, i noti HDi da 1,6 litri da 90 e 110 CV, affronta con disinvoltura il traffico cittadino promettendo viaggi sufficientemente comodi anche in autostrada.

Un design d’avanguardia

L’aspetto distintivo e originale della C3 Picasso è un doveroso tributo alla sua denominazione commerciale. I dettagli del frontale, della coda e delle fiancate la rendono riconoscibile al primo sguardo e la distinguono dalla concorrenza. L’anteriore, massiccio e imponente, è contraddistinto dai paraurti con fendinebbia integrati e dai grandi gruppi ottici che circondano un double chevron di dimensioni generose. Nella vista laterale gli inserti cromati che impreziosiscono le modanature protettive sulle fiancate contribuiscono a snellire l’insieme dissimulando un corpo vettura decisamente sviluppato in altezza (167 cm con le barre portatutto).

La strada in prima visione

Come al cinema, sulla C3 Picasso si osserva la strada da un grande schermo, “pardon” parabrezza, che offre una visuale privilegiata. L’altezza da terra e i montanti laterali sottili intervallati da una superficie vetrata ampliano la visibilità e rendono agevoli anche le manovre nel convulso traffico cittadino. Tutto è studiato in funzione della guida, persino il quadro strumenti suddiviso in tre parti e inglobato in una struttura longitudinale posta leggermente più in alto dello schermo del navigatore satellitare (optional). La strumentazione è composta da uno schermo digitale, a sinistra, che informa il guidatore sulla velocità e sul numero di giri del motore, dal computer di bordo, al centro, e da un quadro con tutte le spie, a destra.

I sedili anteriori sono solo leggermente più piccoli di quelli delle monovolume di segmento superiore garantendo – per la categoria della vettura – un comfort eccezionale a conducente e passeggero, gli occupanti del divano posteriore viaggiano invece comodi soltanto in due, nonostante una lunghezza della seduta superiore di ben 3 centimetri a quella di una Focus C-Max. Non mancano gli spazi per nascondere alla vista oggetti di diverse dimensioni come il cassetto a scomparsa posizionato sotto il sedile del passeggero, e le due botole poste sotto i piedi dei passeggeri posteriori. Quest’ultimi possono anche dedicarsi alla lettura durante i viaggi, grazie alle ribaltine illuminate poste negli schienali dei sedili anteriori e hanno la possibilità di ripararsi dal sole tramite le tendine laterali a scomparsa. Questi accessori sono inclusi nel Pack Voyage che annovera anche una torcia removibile, i vetri posteriori oscurati e l’apertura passante del sedile posteriore per trasportare oggetti ingombranti.

Ampio e facilmente accessibile il vano di carico ampliabile da un minimo di 385 dm3 ad un massimo di 500 dm3 sfruttando la possibilità di far scorrere il divano posteriore per 14 cm. Un volume che può aumentare a 1506 dm3 abbattendo i sedili posteriori. Tra le chicche dell’ampio abitacolo della C3 Picasso troviamo il diffusore di fragranze al centro della plancia e il piccolo specchio supplementare pensato per tenere d’occhio i bambini durante i viaggi.

Comodità da monovolume

Stringiamo tra le mani il grande volante a tre razze della C3 Picasso e avviamo l’auto, la frizione leggera e il cambio, a portata di mano, rendono agevole la guida in città, chilometro dopo chilometro si apprezza il comfort della vettura enfatizzato dal comodo sedile di guida e da una taratura delle sospensioni decisamente soft. Il 1.4 16V da 95 CV consente di avere uno spunto discreto nell’accelerazione da 0 a 100 km/h (12,2 secondi, il tempo dichiarato). Meno convincente la ripresa: da 80 a 120 km/h in quinta marcia sono necessari circa 17 secondi, un tempo che invoglia a ricorrere al rapporto inferiore per compiere un sorpasso. La causa di questa carenza di “verve”, che si ripropone anche nelle salite più impegnative, è da ricercare nella coppia motrice di 136 Nm erogata a 4000 giri. In compenso il quattro cilindri made in Bmw (è lo stesso che equipaggia la Mini) consente di viaggiare in souplesse in autostrada e di raggiungere una punta massima di circa 180 km/h sebbene dopo un lungo lancio.

In appoggio la C3 Picasso percorre le curve con precisione e rimane stabile nonostante il baricentro alto; certo il rollio è piuttosto evidente, così come il beccheggio in fase di frenata, ma il comportamento dinamico è rassicurante e il controllo di stabilità interviene raramente per limitare la perdita d’aderenza delle ruote anteriori. I freni presentano una buona modulabilità nel misto e, all’occorrenza, consentono di fermarsi in tempi ragionevoli. Lo sterzo, studiato per una guida turistica, meriterebbe un pizzico di prontezza in più, mentre la progressività si dimostra soddisfacente. Ben rapportato al piccolo propulsore il cambio manuale a cinque velocità che consente di sfruttare al meglio il quattro cilindri della Picasso. Per salvaguardare i consumi, che nel ciclo misto si attestano sui 14,5 km/l, è comunque meglio adottare uno stile di guida conservativo e limitare il più possibile il passaggio alle marce basse.

Proposta a poco più di 18.000 euro la C3 Picasso 1.4 VTi Exclusive Style, si rivolge alle famiglie che non vogliono rinunciare ad un’auto originale e ai giovani dinamici che hanno bisogno di spazio per caricare le loro attrezzature per il tempo libero. La variante a benzina si dimostra piacevole e silenziosa nella guida, ma non è la soluzione ideale per chi percorre più di 15.000 km l’anno, in questi casi è meglio prendere in considerazione la versione turbodiesel e mettere in preventivo un costo d’acquisto leggermente superiore (dai 2.000 ai 3.000 euro in base all’allestimento prescelto).