Renault Megane Coupè RS: born to race!

Provata in pista la versione più potente della Renault Megane, la tanto attesa Coupé RS da 250 CV

Renault Megane Coupè RS: born to race!

Renault Megane Coupé 2.0 T 16V RS

Design

8.50

Comfort

7.50

Prestazioni

9.00

Consumi

7.00

Prezzo

8.50

VOTO Motori.it: 8.10

Pro

Performance dinamiche, prezzo di listino

Contro

Allestimento estetico molto vistoso

di Valerio Verdone

24 maggio 2010

Provata in pista la versione più potente della Renault Megane, la tanto attesa Coupé RS da 250 CV

Renault Megane Coupè RS

Nata con l’ambizioso compito di non far rimpiangere la velocissima R26.R, costruita sulla base della precedente generazione, la nuova Megane Coupè RS fa il pieno d’energia pompando nelle vene del suo 2 litri turbo la potenza di 250 CV e mostrando i muscoli di un corpo vettura senza compromessi. Rispetto alle sorelle convenzionali ha un carattere corsaiolo e minaccia le curve con i grandi pneumatici coperti a stento dai passaruota allargati.

Per questo abbiamo deciso di provarla nel suo habitat naturale, in pista, dove ha messo in mostra tutte le sue qualità dinamiche. Il circuito prescelto per il test è l’ISAM di Anagni che ha la fama di essere un tracciato molto tecnico: proprio quello che ci vuole per mettere alla frusta telaio e sospensioni della sportiva transalpina.

La cura anabolizzante apportata alla Megane Coupè dai tecnici Renault Sport è evidente in tutto il corpo vettura ed è così accattivante da far girare la testa ai passanti non appena si mettono le ruote in città. Il frontale con i dettagli del paraurti anteriore in nero lucido e la grande bocca per l’aria contornata dalle luci a led esprime dinamicità anche a vettura ferma, mentre il posteriore sfuggente che termina con uno scarico centrale in stile “Lambo” avvisa gli inseguitori con intenzioni bellicose.[!BANNER]

Ogni prospettiva è caratterizzata da dettagli dal sapore inconfondibilmente racing: è il caso del deflettore anteriore in stile F1, dell’estrattore posteriore che circonda lo scarico, dei passaruota allargati e delle deliziose pinne aerodinamiche posizionate sullo spoiler posteriore. I cerchi in lega da 19 pollici – che ospitano i grandi dischi dell’impianto frenante Brembo con pinze rosso fuoco – hanno un design molto ricercato e donano all’insieme un tocco d’esclusività.

Megane RS: anima da street fighter

Entrati nell’abitacolo ci si ritrova stretti dall’abbraccio dei sedili anteriori Recaro con poggiatesta integrato, si apprezzano le tonalità scure della plancia e del rivestimento del tetto e l’attenzione cade subito sul volante in pelle a tre razze, con segnalatore dello “zero”, che incornicia i tre quadranti della strumentazione. Quest’ultima è contraddistinta da un contagiri su fondo giallo che fa molto “Ferrari” e dispone di un segnalatore visivo e acustico per il cambio marcia. Anche il tachimetro che ospita la scritta Renault Sport è in linea con lo stile corsaiolo della vettura così come la pedaliera in alluminio con pedale del freno di dimensioni maggiorate per facilitare le manovre di punta-tacco. Ma la vera chicca, lo strumento che tutti vorrebbero avere su un’auto del genere è il Display RS – attivabile mediante un comando posto sotto il volante – che permette di monitorare l’impianto frenante e quello di lubrificazione, la pressione di sovralimentazione, i dati istantanei relativi a potenza e coppia del motore, senza contare che è possibile cronometrare e memorizzare i tempi sul giro e le migliori performance sullo 0-100 km/h e sullo 0-400 m oltre a tenere sotto controllo l’accelerazione laterale. Ma non è tutto, tramite questo strumento è possibile scegliere come erogare la potenza in base alle situazioni di guida. Infatti, si può personalizzare la mappatura dell’acceleratore scegliendo tra 5 livelli diversi: Snow, Normal, Linear, Sport ed Extreme. Nell’ultimo caso la Megane Coupè RS diventa brutale e dà sfogo ai suoi istinti più selvaggi.

Disponibile con telaio Sport o Cup, come nell’esemplare della nostra prova, la RS permette di scegliere tra un assetto pensato per la strada ed un altro decisamente più adatto alla pista. Infatti, con una rigidità del telaio superiore del 15% rispetto alla variante sport, e un differenziale autobloccante meccanico capace di trasmettere fino al 35% della coppia motrice sulla ruota anteriore con maggiore aderenza, la versione Cup si candida ad essere una delle preferite dagli appassionati dei “track day”. Per questo abbiamo deciso di sottoporla all’esame della pista con una serie di giri veloci sul circuito dell’ISAM di Anagni. La Megane Coupè RS ha potuto così scatenare in libertà tutti i suoi 250 CV, dando sfoggio delle migliorie apportate al due litri 16 valvole di nuova generazione che beneficia di un nuovo turbocompressore, dell’aggiunta di un variatore di fase sull’albero a camme di aspirazione e di una nuova mappatura dell’iniezione. Il propulsore F4Rt esprime l’80% della coppia massima a 1900 giri, un regime da turbodiesel, e continua a tirare fino all’intervento del limitatore posizionato a 6500 giri garantendo alla vettura una velocità massima prossima ai 245 km/h.

Nata per la pista: la RS tra i cordoli

Compiuti alcuni giri di riscaldamento del circuito per portare i liquidi e le gomme a temperatura accendiamo l’RS Display e selezioniamo la mappatura dell’acceleratore in modalità Extreme, escludendo sia l’ESP che l’ASR, a questo punto partiamo per infilarci tra i cordoli dei 1750 metri dell’ISAM.

Lo scatto è bruciante e le gomme faticano a trovare il contatto con l’asfalto, ma non c’è tempo per recriminare sulla partenza che subito si presenta davanti a noi la variante Anagni, una “sinistra-destra” che viene divorata in un lampo e ci pemette di verificare l’ottima motricità in uscita di curva garantita dal differenziale GNK Driveline. L’avantreno continua a scaricare i cavalli in maniera impeccabile anche in terza marcia e, dopo aver affrontato la “curva del ponte”, ci ritroviamo alla “variante cavatappi”. In questo punto la frenata è impegnativa e i dischi Brembo da 340 mm all’anteriore e 290 mm al posteriore rallentano la RS in un piccolo fazzoletto d’asfalto consentendoci di impostare la corretta traiettoria; saltiamo sui cordoli procedendo in direzione della “curva Roma”, ma la sportiva transalpina non si scompone e subito si ritrova impegnata in una delicata fase di frenata in appoggio. In questa circostanza, con l’avantreno caricato, il retrotreno tende a scomporsi prima di trovare il punto di corda, ma risulta agevole da recuperare per via dello sterzo, preciso e diretto, che gode di un settaggio specifico del servosterzo elettrico.

Nonostante lo stridio dei grandi pneumatici e l’accenno inevitabile al sottosterzo, la Megane Coupè RS ritrova la traiettoria dopo una breve divagazione dalla linea ideale e si lancia verso la esse bagnata sotto la spinta scalpitante dei 250 CV. L’erogazione è corposa, lineare, cattiva e lo scarico centrale dà sfogo a tutta la sinfonia del possente quattro cilindri. Il punto permette di osare e la RS ci ripaga con uscita dalla esse in completa sbandata sulle quattro ruote; un segnale acustico ci avvisa che è ora di cambiare marcia ma una volta distesa la terza siamo già alle prese con la variante allegra e torniamo a fare ricorso al cambio. Quest’ultimo, seppur rapportato in maniera efficace al motore, risulta leggermente contrastato nell’uso più intenso, rallentando l’esecuzione delle manovre più repentine. Con il motore in coppia acceleriamo in uscita di curva, ascoltando attraverso il volante tutto il lavoro svolto dal differenziale, anche in questo caso il sottosterzo è appena accennato e il retrotreno segue la traiettoria senza scomporsi.

Pochi metri e ci ritroviamo alla “curva mare”, la più insidiosa del circuito, da percorrere di terza tutta d’un fiato con il raggio di curvatura che induce a ridurre progressivamente la velocità. In questa parte del circuito, se si arriva troppo veloci, il rilascio dell’acceleratore fa entrare in gioco il retrotreno che con grande reattività si esibisce in un rapido sovrasterzo: una reazione che aumenta l’adrenalina ma non impensierisce più di tanto per via di un telaio ben bilanciato che consente di intervenire al momento opportuno. Poco dopo l’uscita dalla curva non rimane che affrontare la “variante lampo” per ritrovarsi di nuovo sul rettilineo principale in cui è possibile distendere la quarta marcia e superare i 170 km/h.

Con i controlli inseriti in modalità sport la RS taglia la potenza in eccesso e rimane neutra sia in entrata che in uscita di curva: una sicurezza in più su strada ma che in pista lascia ben poco spazio all’interpretazione della vettura. Veloce, reattiva e sincera, la RS non delude le aspettative e fa segnare ottimi tempi sullo 0-100 km/h e nel percorrere i 400 metri con partenza da fermo: rispettivamente 6,5 secondi e 14,8 secondi immortalati dall’RS Display. Anche il tempo sul giro è degno di nota: 1’18″6 con pista bagnata e una temperatura atmosferica di circa 18° gradi. Su strada la Megane Coupè RS richiede un minimo d’assuefazione per via dei cerchi da 19″ – che con la loro generosa gommatura tendono a copiare fin troppo fedelmente le asperità dell’asfalto – e delle dure reazioni sullo sterzo causate dal differenziale autobloccante. Certo, i consumi non sono da utilitaria, ma con 3/4 di serbatoio siamo riusciti a girare per 2 ore in pista e a tornare a casa senza passare per la stazione di servizio.

Tanta potenza ad un prezzo invitante

La nuova sportiva di Casa Renault ha un prezzo “d’attacco” di 29.000 euro, ma le varie possibilità di personalizzazione previste possono far lievitare considerevolmente il costo della vettura.

L’esemplare della nostra prova disponeva infatti del Pack Turismo (telaio Cup, differenziale autobloccante, pinze dei freni di colore rosso, Easy Access System, sedili Recaro in pelle con quello del conducente a regolazione elettrica e sistema di controllo della pressione pneumatici) del Pack Visibility (fari bi-xeno + led RS, retrovisori esterni ripiegabili elettricamente, retrovisore interno fotocromatico e specchietti di cortesia illuminati), dei vetri oscurati, dei cerchi da 19″ e dell’RS Display: tutti optional importanti che fanno lievitare il prezzo di circa 4.000 euro.