Ford Focus Econetic: ottimizzare conviene

In prova la versione più conveniente (per costi d’esercizio) delle Ford Focus: la 1.6 TDCi Econetic

Ford Focus Econetic: ottimizzare conviene

Ford Focus 1.6 TDCi 110 CV Econetic

Design

6.50

Comfort

7.50

Prestazioni

7.50

Consumi

9.00

Prezzo

9.00

VOTO Motori.it: 7.90

Pro

Consumi contenuti, abitabilità, prezzo

Contro

Motore poco elastico sotto i 1500 giri, visibilità posteriore, dettagli di finitura

di Fabrizio Brunetti

10 marzo 2010

In prova la versione più conveniente (per costi d’esercizio) delle Ford Focus: la 1.6 TDCi Econetic

Risparmiare sui consumi e ridurre le emissioni: la filosofia Eco di Ford

L’ultimo traguardo della strategia Ford per una produzione sempre più ecocompatibile ha visto l’introduzione sul mercato di una versione rinnovata della Focus Econetic. Grazie ad un software che favorisce una guida attenta al risparmio, ad un sapiente affinamento aerodinamico e al sistema di spegnimento automatico Auto-Start-Stop (una prima assoluta su un modello Ford di produzione), la Focus Econetic Model Year 2010 promette consumi ridottissimi (più di 26 km/litro) e ridotte emissioni di CO2 (soli 99g/km).

Nonostante la presentazione al Salone di Ginevra della nuova generazione che sarà commercializzata nel 2011, la popolare berlina Ford si presenta in questa rinnovata versione ecologica come un ottimo investimento grazie alla serie di interventi di cui è stata oggetto

Rispetto alla Focus tradizionale, la nuova Econetic presenta un assetto ribassato di 1 cm e un vistoso spoiler posteriore con aperture di deflusso aerodinamico, e se è difficile notare la parziale chiusura della griglia anteriore – anch’essa determinante per il raggiungimento di valore Cx pari a 0,31 – non sfuggono di certo i pneumatici Michelin Energy Saver nella misura più stretta prevista per la Focus (195/65 R15) con calotte copriruota aerodinamiche, sicuramente poco gratificanti da un punto di vista estetico ma decisamente utili per limitare i consumi.

Come fa (sulla carta) a consumare così poco?

La vera rivoluzione è infatti sotto il cofano dove il già parsimonioso motore 1.6 Duratorq Tdci da 109 CV vede l’introduzione del sistema Auto-Start-Stop, al momento non disponibile sulla variante wagon, che si attiva ogni qual volta la vettura viene arrestata con il cambio in folle, come ad esempio ad un semaforo, e riavvia il motore – in 3 decimi di secondo – non appena si preme la frizione o l’acceleratore per ripartire.

Il sistema di gestione del motore è stato ricalibrato con l’adozione di nuovi iniettori e sono stati modificati il sistema di aspirazione ed i parametri di funzionamento del servosterzo elettro-idraulico. La trasmissione manuale – per la quale è stato impiegato un lubrificante a bassa viscosità – è stata anch’essa rivista rispetto al modello standard e offre un rapporto più lungo in terza, quarta e quinta marcia per ridurre il numero di giri del motore.

Discreto ed efficiente, il sistema Auto-Start-Stop si rivela davvero rapissimo nel rivavviare il motore evitando eventuali ansie da ripartenza allo scattere del verde. Naturalmente i servizi che restano in funzione sono un carico gravoso per la batteria; per garantire che il “superlavoro” non la danneggi, un sistema di “ricarica rigenerativa intelligente” aumenta la potenza dell’alternatore, sfruttando l’energia cinetica sviluppata in decelerazione e in frenata.

La batteria conta comunque su un sistema di monitoraggio che in caso di carica insufficiente a garantire il riavvio nei tempi previsti, inibisce lo spegnimento automatico della vettura. Questo sistema, a detta di Ford, vale un risparmio del 5% nel consumo e nelle emissioni di CO2 nel misto e del 10% nella marcia in città.

La sobrietà austera degli interni conferma la sensazione di tranquilla affidabilità che ha permesso alla Focus di conquistare tanti clienti nel combattutissimo segmento C. L’abitacolo della Econetic non presenta quindi modifiche di sorta rispetto alla versioni tradizionali ad eccezione del pulsante per disattivare il sistema Auto-Start-Stop situato sulla console centrale. Tutto è disposto in maniera razionale, secondo una linea guida che di certo non scatena entusiasmi ma che porta ad avere facilmente sotto controllo tutti i comandi della vettura a garanzia di un facile utilizzo quotidiano.

Comoda la telecamera posteriore (disponibile come optional insieme al sistema multimediale con navigatore satellitare integrato) che insieme ai sensori di parcheggio rende facili le manovre in una due volumi altrimenti penalizzata dai punti ciechi.

Nessun miracolo ma risultati di rispetto

In marcia l’unico limite del motore 1.6 diesel da 109 CV è che mostra poca grinta sotto i 1.500 giri. Questa sensazione di leggero vuoto di potenza ai bassissimi giri è accentuata dai rapporti del cambio lunghi. In compenso però, grazie a questo accorgimento, non è difficile percorrere 18 km/l di media. In città invece è un’impresa scendere sotto i 14 km/l, grazie anche alla presenza del sistema Auto-Start-Stop. Il risultato migliore si ottiene in autostrada (a velocità da codice) dove i miglioramenti aerodinamici, le gomme a basso indice d’attrito e l’allungamento dei rapporti fanno sfiorare addirittura i 20 km/litro. Dati che seppur lontani da queli dichiarati dalla Casa – difficilmente ripetibili se non in condizioni specifiche come nei test di omologazione – sono davvero ottimi per una berlina di queste dimensioni capace di una velocità massima di 191 km/h.

Certo facendo attenzione a ottimizzare la guida in funzione dei consumi, grazie anche ai suggerimenti del software Ecomode che fornisce molte utili indicazioni sulle caratteristiche di guida che influenzano direttamente i consumi – cambi di marcia, anticipazione delle reazioni e fluidità di marcia, tragitti brevi a motore freddo – si possono ottenere risultati ancora migliori.

La Econetic offre un modo facile per ridurre consumi ed emissioni, senza un’eccessiva penalizzazione di costi (il discrimante di prezzo per l’acquisto della versione ecologica è di soli 500 euro) e senza mortificare soprattutto le prestazioni e la guida. E’ una via che Ford, come molti altri costruttori, sta perseguendo per sostenere nuovi livelli di eco compatibilità.

La coscienza e l’attenzione a emissioni e consumi sarebbero però molto più alti se sostanziosi incentivi (o all’opposto penalizzazioni per le auto meno virtuose) differenziassero in maniera più marcata i costi d’acquisto e di gestione di una versione “eco” rispetto ad una normale.