Tesla Roadster: sportiva ad impatto zero

Telaio Lotus e motorizzazione a zero emissioni sono le caratteristiche peculiari della sportiva più singolare del mercato

Tesla Roadster: sportiva ad impatto zero

Design

9.50

Comfort

6.00

Prestazioni

9.00

Consumi

10.00

Prezzo

7.00

VOTO Motori.it: 8.30

Pro

Impatto ambientale zero, comportamento di guida sportivo

Contro

Comfort limitato, sterzo pesante in manovra

di Valerio Verdone

02 novembre 2009

Telaio Lotus e motorizzazione a zero emissioni sono le caratteristiche peculiari della sportiva più singolare del mercato

Tesla Roadster: potenza silenziosa

Abbiamo guidato il primo esemplare italiano della sportiva più ecologica presente sul mercato. La vettura, acquistata della Energy Resources, azienda anconetana specializzata nella realizzazione di sistemi fotovoltaici, geotermici, eolici e domotici, combina la potenza di 248 CV con un corpo vettura assemblato dalla Lotus.

Quando si parla di auto elettriche di solito si pensa a vetture da città, prive di qualsiasi appeal emozionale e sviluppate essenzialmente per una mobilità sostenibile. Adesso però è disponibile sul mercato una vettura ad emissioni zero dedicata agli amanti della bella guida, capace – in accelerazione – di tenere testa alle supercar più blasonate. E’ la Tesla Roadster, una sportiva con passaporto californiano, realizzata in collaborazione con la Lotus, che ricorda l’Elise nella forma e nelle proporzioni. Il frontale basso e aggressivo riprende lo stile della scoperta inglese, differenziandosi esclusivamente per il diverso disegno dei gruppi ottici e delle prese d’aria. La fiancata appare liscia e slanciata, priva dell’apertura laterale presente sulla 2 posti anglosassone, mentre il posteriore è caratterizzato da uno spoiler inserito tra i fari a LED.

Tesla Roadster: atmosfera sportiva

Anche l’abitacolo, dall’accessibilità limitata, riprende quello dell’Elise ed è pensato esclusivamente per un uso sportivo. I sedili accolgono il guidatore con un abbraccio decisamente rassicurante e la strumentazione è ridotta ai minimi termini. Davanti agli occhi del pilota infatti, è possibile scorgere solamente un piccolo quadro strumenti composto dal contachilometri e dal contachilowatt: un dispositivo che informa in maniera istantanea sul quantitativo di kW utilizzati.

Ovviamente, non esiste l’indicatore di carburante, al suo posto c’è un piccolo display che indica il livello di carica del comparto batterie e l’autonomia residua. Sotto i comandi della climatizzazione è presente un piccolo computer di bordo touch screen, che consente, tra le tante funzioni, di variare la potenza da trasferire alle ruote e di visualizzare la forza G nelle accelerazioni laterali. Colpisce la mancanza della leva del cambio, rimpiazzata da 4 pulsanti.

La tesla su strada

Dopo aver girato la chiave, seduti a pochi centimetri da terra, non è semplice comprendere se il motore sia realmente acceso. Infatti, tranne il rumore appena accennato dei dispositivi elettrici che entrano in funzione e il soffio del vento che agita i capelli, si rimane avvolti da un silenzio assoluto. Spinto il pulsante D (drive) la Tesla prende velocità alla minima pressione dell’acceleratore: la potenza arriva alle ruote in maniera istantanea e in un lampo si raggiungono traguardi velocistici notevoli. Sono sufficienti appena 3,9 secondi per toccare i 100 km/h e bruciare in un’ipotetica sfida al semaforo una Porsche  911 Carrera S. I 248 CV sprigionati dal motore elettrico producono una spinta continua, interminabile, accompagnata solamente da un sibilo crescente all’aumentare della velocità che è limitata elettronicamente a 200 km/h.

Grazie al telaio in alluminio, allo sterzo diretto ed alla limitata altezza da terra, la Roadster ha una tenuta di strada all’altezza delle aspettative e mostra il suo lato più sportivo solamente disattivando il controllo della trazione. Senza ausili elettronici la sua coppia di 375 Nm, disponibile da zero a 4.500 giri al minuto, può portare il retrotreno a scomporsi in uscita dai tornanti, obbligando il conducente ad un rapido controsterzo. Un comportamento pensato per i puristi della guida, che in pista possono togliersi grandi soddisfazioni ad emissioni zero. Certo, tenere il piede premuto sull’acceleratore diminuisce l’autonomia, portandola dai circa 400 km previsti a 275 km. Fortunatamente però, la frenata rigenerativa permette di recuperare un po’ d’energia nelle decelerazioni e, nella guida in cittadina, consente di percorre ulteriori 30 km. Una volta scarica, la Tesla Roadster necessita di una sosta di 3,5 ore presso una colonnina di ricarica rapida per fare il pieno d’energia elettrica, ma può essere collegata alla rete elettrica anche quando non ha ancora dissipato tutta la sua carica.

Tesla: l’auto di domani da guidare oggi

La Tesla Roadster Signature Edition, questo è il nome completo della vettura provata, richiede un investimento di 120.000 euro, ma ripaga con un allestimento full optional che va dagli interni in pelle al navigatore satellitare. Non è propriamente un’auto a buon mercato, ma permette di utilizzare oggi la tecnologia del futuro. Per acquistarla non è necessario entrare in una concessionaria: è sufficiente collegarsi al sito www.teslamotors.com, cliccare sulla voce Buy e seguire tutto l’iter procedurale.

Fotografie di Angelo Urbano

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