Toyota C-HR: la prova su strada

Al volante del Crossover giapponese audace nelle forme e ibrido nel cuore

Toyota C-HR: la prova su strada

Tutto su: Toyota C-HR

Toyota C-HR

Design

9.00

Comfort

9.00

Prestazioni

7.00

Consumi

8.00

Prezzo

7.00

VOTO Motori.it: 8.00

Pro

Linea, Confort, consumi

Contro

Visibilità posteriore, mancano le bocchette posteriori

di Valerio Verdone

28 aprile 2017

Al volante del Crossover giapponese audace nelle forme e ibrido nel cuore

La Toyota rompe gli schemi, proprio come fece con la prima RAV4 e punta forte sul segmento dei crossover, precisamente quello delle vetture a ruote alte compatte, con la C-HR. L’abbiamo guidata con la motorizzazione ibrida, più incline alla filosofia green del Marchio.

Esterno: audace e irriverente

La Toyota C-HR può piacere o meno, ma non cerca consensi; lei è così: audace, irriverente, nuova, fresca e altamente sbarazzina. Lo dimostra quel frontale affamato di strada e di aria, con tante aperture, sfoghi e feritoie. Ma soprattutto quel tetto spiovente in stile coupé che strizza l’occhio agli automobilisti più sportivi. Anche le maniglie posteriori sono annegate nei montanti per simulare l’effetto tre porte. Dietro poi, c’è un gioco di linee che culmina con un accenno di [glossario:spoiler] tra i fari e con uno [glossario:spoiler] vero e proprio sul lunotto. Di certo non passa inosservata, quindi necessita di automobilisti dalla forte personalità che non hanno paura di attirare gli sguardi altrui.

Interno: moderno e hi-tech

L’abitacolo della C-HR offre al guidatore una posizione di guida rialzata, con un sedile capace di contenere bene le spalle ma senza affaticare durante la marcia, nemmeno dopo corpose percorrenze. Al centro spicca il display touch da 8 pollici del sistema d’infotainment, un dispositivo pratico ed intuitivo nell’utilizzo, con comandi vocali ben tarati. Bella la linea blu che sovrasta la plancia ed arriva fino ai pannelli laterali delle portiere a loro volta rifiniti con una trama ad effetto diamante. Sparisce il freno di stazionamento a pedale presente su altre ibride, mentre la visibilità posteriore risente delle forme esterne. Il bagagliaio riesce a mantenere una buona capienza che va dai 377 litri fino ai 1.500 litri con il divano posteriore abbattuto.

Al volante: parca e silenziosa

Chi si aspetta una vettura dalla guida sportiva può rimanere deluso, perché la Toyota C-HR nella variante ibrida è un’auto pensata per garantire una dinamica sicura e confortevole. Intendiamoci, l’auto ha un buon appoggio nelle curve, lo sterzo è veloce il giusto e sul misto sa farsi valere, ma non è pensata per essere d’aiuto agli smanettoni. A differenza del look sportivo, la vettura giapponese presenta la meccanica della Prius, quindi una power unit ibrida da 122 CV e 142 Nm di coppia massima, pensata per garantire consumi contenuti, nell’ordine dei 24 km/l in città, e viaggi altamente silenziosi, tanto che a velocità di crociera si avvertono esclusivamente dei fruscii aerodinamici. Il motore elettrico e quello termico da 1,8 litri lavorano insieme, anche se alla partenza è quello ad impatto zero a prendere il comando delle operazioni, il cambio CVT è pensato per essere utilizzato in modo fluido, per cui non cercate accelerazioni violente. Dopo tutto, il tempo per lo scatto da 0 a 100 km/h è buono 11 secondi, e la velocità massima di 170 km/h consente di viaggiare senza sforzo apparente nelle trasferte autostradali.

Prezzo: da 28.400 euro

La Toyota C-HR ibrida ha un listino che parte da 28.400 euro per l’allestimento Active ed arriva a 30.700 euro per quello Lounge, passando per i 30.400 euro della variante Style. Imprescindibile il tech pack, disponibile sia sulla Style che sulla Lounge, che annovera accessori quali il Blind Spot Monitor, i Fari a LED, le luci posteriori a LED, il lane Change Assist ed il Rear Cross Traffic Alert.