Peugeot 208 GTI/Nove: la prova in pista

A tu per tu con la vettura celebrativa del Leone, la 208 GTI/Nove.

Peugeot 208 GTI/Nove

  • Design9,00
  • Comfort6,00
  • Prestazioni9,50
  • Consumi7,00
  • Pro Motore, freni, tenuta di strada
  • Contro Comfort acustico a velocità costante
  • Voto Motori.it: 7,88

Peugeot 208 GTi Nove: la prova in pista

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Si chiama Peugeot 208 GTI/Nove, una sigla che allude ai nove campionati del C.I.R. conquistati dalla Casa del Leone. E' una 208 speciale, che accompagna la squadra corse durante i rally ed è firmata da Paolo Andreucci ed Anna Andreussi. Si tratta di un esemplare unico, che abbiamo avuto la fortuna di guidare su strada, ma soprattutto in pista, sul circuito dell'ISAM di Anagni (FR), dove ha mostrato un temperamento esplosivo.

Esterni: livrea racing

Non passa certo inosservata la GTI/Nove, la verniciatura bianca e nera intervallata dai colori racing Peugeot, riproposti anche sul frontale, gli specchi retrovisori con le calotte rosse ed il tricolore, presente anche nella sigla identificativa del modello, la rendono unica, così come i numeri sui montanti centrali, e le scritte Hic sunt leones, e le firme Ucci ed Ussi su quelli posteriori. Completano il quadro i cerchi OZ da 18 pollici alleggeriti, i terminali di scarico Supersprint, e dei dischi freno anteriori dal diametro di ben 323 mm.

Interno: un cockpit in Alcantara

L'Alcantara la fa da padrone nell'abitacolo della GTI/Nove, dove riveste la plancia, il volante, ed i sedili sportivi, con tonalità di colore grigio e nero. Lo sterzo, presenta il punto zero con i colori Peugeot Sport, ed il logo (Ucci Ussi 9 Campioni) al posto di quello GTI nella parte bassa, una sigla che viene riproposta anche sugli schienali dei sedili che si arrichiscono anche della scritta Hic sunt leones sui poggiatesta. Non mancano riferimenti alla bandiera italiana sui pannelli porta e sulla parte alta della plancia, mentre i tappetini rossi danno un tocco esotico all'insieme.

Al volante: pronta per le prove speciali

Con un assetto ribassato di 10 mm, le carreggiate allargate di 22 mm all'anteriore e 16 mm al posteriore rispetto alle 208 convenzionali, la GTI/Nove è più rigida e secca nelle reazioni, poi con il 1.6 THP portato a circa 240 CV grazie ad una nuova mappatura della centralina e ad una nuova linea di scarico griffata Supersprint, sembra di volare, e anche se non si conoscono i dati ufficiali, possiamo dirvi che sul misto non farebbe fatica a dare del filo da torcere ad una supercar. Infatti, è maneggevole, precisa, affilata e, con quella colonna sonora, sbuffa e sfiata che è un piacere, al punto che bastano un paio di tornanti per sentirsi in prova speciale.

Per questo l'abbiamo portata in pista, sul circuito dell'ISAM, ad Anagni (FR), dove è stata spinta senza remore, affrontando il misto con una  velocità che raramente abbiamo potuto tenere in passato. Il bello della GTI/Nove è che sembra avere sempre del potenziale in più da sfruttare, visto che le coperture Michelin sembrano quelle di una vettura da competizione, tanto sono morbide e incollate all'asfalto. Inoltre, il cambio manuale a 6 marce è sempre preciso e maneggevole, mentre i freni rappresentano una garanzia anche quando si esagera.

Volendo, si possono staccare completamente i controlli, ed è proprio quello che abbiamo fatto, per godercela senza filtri, in quel caso abbiamo sfruttato anche il retrotreno per chiudere le traiettorie, forti del grip all'anteriore garantito dal differenziale a slittamento limitato Torsen.

E' stato difficile smettere di girare, anche con il caldo torrido di luglio, perché raramente capita di guidare una vettura così affilata, prepotente, e sfacciatamente disinvolta! Qualità che si ritrovano anche quando si va per strada, dove ogni viaggio sembra più che altro un trasferimento.

La gente si ferma a guardarla, incuriosita dal rombo, dalla livrea e dal suo carattere, qualcuno l'ha riconosciuta e voleva vederla da vicino, in molti l'hanno esaminata ogni volta che è rimasta ferma per qualche minuto, e tutti ne hanno riconoscono la grandezza.

La potenza di 240 CV su una 208 è devastante, non c'è mai un buco nell'erogazione, l'accelerazione schiaccia sul sedile, ed il rombo enfatizza il tutto. E' un po' come prendere un caffè, una Red Bull ed una Coca Cola insieme: i sensi si allertano, il cuore batte ad un ritmo più sostenuto, e i riflessi diventano più rapidi. Insomma, è un'auto che da assuefazione, ma purtroppo ne esiste solamente una, e chissà se la Peugeot ne farà mai una simile per potenza e caratteristiche dinamiche. Certo c'è sempre la 208 GTI by Peugeot Sport che va fortissimo, ma questa è speciale!

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di Valerio Verdone | 14 luglio 2016

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