Toyota iQ: test drive

Provata la nuova micro quattro posti della Casa giapponese: divertente ed agile in città, la iQ è pronta per le strade italiane

Provata la nuova micro quattro posti della Casa giapponese: divertente ed agile in città, la iQ è pronta per le strade italiane

  • Design7,50
  • Comfort8,00
  • Prestazioni8,00
  • Consumi8,00
  • Prezzo7,00
  • Pro Abitabilità, tenuta di strada, agilità di manovra, cambio (nella versione automatica), consumi
  • Contro Prezzo, luce abitacolo poco potente
  • Voto Motori.it: 7,70

Simpatica e furba, nata per farsi strada nel traffico. Il traffico della città alle prime ore del mattino, l'aria laboriosa che si respira nelle vie del centro. Il fermati-riparti ai semafori e agli stop, le continue soste, il tempo per fare la spesa. Altro che circuito, questo è il terreno ideale per farsi un'idea di come va la Toyota iQ, la neonata "quattro posti" della Casa giapponese ideata, progettata e realizzata con uno specifico intento: fare concorrenza alla Smart. Riuscirà nell'intento la "micro" nipponica? Questo test drive nasce anche per questo: per scoprire, se ce ne sono, gli elementi che differenziano la iQ dalla vettura di riferimento nel settore delle piccole da città, la smart, appunto.

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Sono sufficienti poche occhiate per rendersi conto che il progetto iQ è destinato a fare strada. E questa convinzione nasce dal fatto che siamo di fronte ad una vettura "ibrida" nella sua concezione: un'auto che presenta soluzioni da classe A, caratteristiche da classe B e dimensioni da classe C. Insomma, un cocktail che può piacere. Ben salda su quattro "zampe" da 175/15 la iQ attende nel piazzale di un concessionario. Bianca perlata, la versione in prova è la Multidrive, dotata di cambio automatico.

Una soluzione che, a qualcuno, potrà sembrare sconcertante, ma non c'è da preoccuparsi: è sorprendente la rapidità con la quale si prenderà la mano alla guida senza la frizione. Prima cosa: si cerca la ruota di scorta. Ah, già: non c'è, come nella smart. Inevitabile, in questi primi approcci il confronto con la più datata "micro" tedesca è spontaneo. Al suo posto, c'è un kit per il gonfiaggio delle ruote, sistemato nella paratia-bagagliaio, ma non chiamiamola così, misura 32 litri; il bagagliaio vero e proprio c'è... abbassando il divanetto posteriore, abbattibile in due parti.

Le portiere sono ampie ed entrati, si nota con piacere che l'escursione dei sedili è notevole (almeno 20 cm). Le dimensioni del conducente (186 cm) sono l'ideale per rendersi conto che "piccolo è bello": come appaiono lontani i tempi nei quali la guida di una utilitaria era condizionata dalla statura del guidatore! Ciò che fa sollevare qualche riserva, è che, per i guidatori alti, la posizione del sedile andrà molto arretrata, e questo incide sulla possibilità di ospitare una persona sul sedile posteriore. Ovviamente, questo concetto riveste minore importanza per il passeggero di destra: per brevi tragitti, un adulto può anche sedersi dietro.

L'aspetto che fa più piacere, è che, nemmeno ad essere alti come giocatori di basket, si toccherà la testa sull'imperiale: l'abitacolo è molto alto. Ciò che piace meno, e qui passiamo alle dolenti note, è l'illuminazione dell'abitacolo: lo spot che si vorrebbe diffondere all'interno è poco potente, ne servirebbe uno più ampio.

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