Jaguar XF 2.2 D Eco: la prova su strada

Prova su strada completa della Jaguar XF diesel nella versione Eco, un pizzico di nobiltà in chiave tecnologica.

Jaguar XF 2.2 D 163 Cv Eco

  • Design9,00
  • Comfort8,50
  • Prestazioni8,50
  • Consumi7,00
  • Prezzo7,00
  • Pro Consumi contenuti, prezzo competitivo, design, piacere di guida
  • Contro Stile della plancia poco moderno.
  • Voto Motori.it: 8,00

Jaguar XF 2.2 D Eco in prova

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Elegante, esclusiva , sportiva, risparmiosa, sono tutte caratteristiche che abbiamo potuto  verificare durante la nostra prova della versione Eco di Jaguar XF. Durante la nostra prova su strada è emerso questo e molto altro, andiamo a vedere nel dettaglio tutti i pregi e i pochi difetti dei questa specifica versione entry level.

Esterni: sinuosa ed elegante

La Jaguar XF, in listino ormai dal 2008, sembra non invecchiare mai. Nonostante il leggero face lift di mezza vita del 2011 che ne ha sostanzialmente alleggerito la linea nella zona frontale, il risultato estetico è rimasto quello piacevole, dinamico, elegante e sportivo di sempre, particolarmente evidente nella finitura nera "Ebony" disponibile di serie sulla vettura provata. La linea si avvale anche del notevole contributo estetico apportato dal profilo allungato dei fanali anteriori bi-xenon dotati di illuminazione diurna a led che richiama alla mente il profilo della "J" di Jaguar. Il parabrezza e soprattutto il lunotto fortemente inclinati le infondono un aspetto più da grossa coupé che da berlina di alto rango, contribuendo ad avvicinarla molto al concetto di forza e dinamismo tipici dell'elegante felino a cui la casa costruttrice ha da sempre affidato la propria immagine.

Ad esaltare il design ci pensa inoltre la presa di estrazione d'aria presente dietro le ruote anteriori, ottenibile a richiesta con finitura integralmente cromata. Nella coda, stondata e filante, risaltano i grandi fanalini allungati collegati da una preziosa fascia cromata e lo scarico ovale singolo, elemento tipico distintivo di questa versione di accesso alla gamma. Argomento irrinunciabile le finiture cromate che oltre a sottolineare il profilo ad arco del padiglione, la linea di cintura alta e a dare indiscutibilmente importanza alla calandra, si adoperano per evidenziare i due baffi aerodinamici presenti ai lati del generoso paraurti, dove di solito tutte le altre vetture prevedono i faretti antinebbia.

Interni: sportività e tradizione

Una volta a bordo della vettura si rimane subito colpiti da quanto siano elegantemente semplici e tradizionali le soluzioni estetiche adottate per realizzare la plancia e il tunnel centrale, dalla posizione troppo incassata del display touchscreen da 7 pollici che dissimula il potenziale effetto hi-tech di questo componente avvicinandolo più ad un vecchio schermo a tubo catodico che a un moderno palmare, e dalla apparente assenza di bocchette per la ventilazione. Una volta acceso il motore sfiorando l'apposito tasto sulla consolle la vettura prende vita dimostrandoci che a volte l'apparenza inganna. Appaiono in maniera inaspettata le bocchette, dal massiccio tunnel centrale emerge il selettore cilindrico del Cambio automatico e il display prende vita dimostrandosi meno desueto del primo impatto. I rivestimenti del cruscotto, con finitura in alluminio e pelle risultano adeguati al livello e allo stile della vettura anche se gli inserti in Radica di noce americana scelti per impreziosire l'abitacolo ci sono sembrati la scelta meno elegante tra le molte disponibili.

Seduti al posto di guida, in una posizione distesa e molto vicina al pavimento, si apprezza l'ottimo lavoro di ergonomia svolto nella progettazione degli interni, i sedili comodi avvolgenti e contenitivi con sei differenti modalità di regolazione elettrica, il volante verticale perfettamente posizionato davanti ad un quadro strumenti perfettamente leggibile, il tunnel centrale che contribuisce a creare l'effetto abitacolo da monoposto, sono solo l'anticipo dell'esperienza di guida che la vettura saprà dimostrare. Lo spazio a bordo è ampio e ben sfruttato, inoltre la presenza della giusta quantità di vani per riporre gli oggetti eleva il comfort degli occupanti, così come il capiente vano bagagli che purtroppo sulla vettura provata non era disponibile con lo schienale abbattibile per elevare la capacità di carico fino a comprendere il volume della zona posteriore. Il climatizzatore automatico bi-zona dai comandi semplici ed intuitivi è dotato di comode bocchette riservate ai posti posteriori.

Su strada: guida da sportiva, consumi da utilitaria

Caratteristica esclusiva della versione Eco e quella di adottare il motore turbodiesel di 2.179 cc. nella versione depotenziata a 163 cv con l'utile sistema Start & Stop. L'unità motrice denominata I4 di derivazione gruppo PSA, perde in accelerazione e velocità massima rispetto alla sua edizione originaria prossima ai 200 Cv ma riesce a sopperire all'empasse mantenendo una piacevolezza di guida superiore grazie alla poderosa Coppia motrice di 400 Nm e alla presenza di serie del velocissimo Cambio automatico ad 8 rapporti ZF con paddle al volante e modalità Sport. Grazie alla presenza ridondante di rapporti è possibile ottimizzare sempre e comunque in tutto l'inviluppo prestazionale la resa del motore. Tutto questo si traduce in un notevole contenimento dei consumi realisticamente prossimi ai 4,7 litri/100 Km dichiarati dalla casa nel percorso extraurbano. Durante la nostra prova usando uno stile di guida sobrio ma senza inseguire per forza il record assoluto abbiamo rilevato sul trip computer dei valori prossimi ai 5,8 litri/100Km. Sfruttando al massimo le potenzialità della vettura non siamo mai saliti oltre i 7,5 litri/100 Km. Il raffinato schema delle sospensioni con quadrilatero alto all'anteriore e Multilink per il posteriore perfettamente tarato, abbinato alla trazione posteriore, ad un potente impianto frenante, ad una risposta esemplare dello sterzo in ogni circostanza e ad una struttura della scocca con valori elevatissimi di rigidità torsionale, garantiscono un piacere di guida di livello superiore. Permettendo alla vettura di essere docile e confortevole alle basse andature e allo stesso tempo pronta, perfettamente bilanciata e neutra sotto il sapiente tocco smaliziato di un guidatore d'esperienza capace di raggiungere il limite fisico della vettura. In questo caso la vettura da sottosterzante si trasforma in neutra o leggermente sovrasterzante permettendo di pennellare in maniera esemplare curve e controcurve in massima sicurezza a velocità impensabili per una vettura prossima alle due tonnellate con soli 163Cv.  

Prezzo: la nobiltà in garage con 44.710 euro

Bastano 44.710 euro per entrare nel nobile mondo di Jaguar, dove i contenuti sopra esposti e la qualità di un prodotto ideato per affascinare sia chi abita gli interni che chi ci osserva passare sono elementi fondamentali della filosofia del prodotto. Inoltre le differenze estetiche tra le versioni e gli allestimenti, limitate solamente a pochi confondibili particolari, la rendono la vettura ideale da acquistare per entrare nell'esclusivo mondo delle berline alto di gamma senza incappare in investimenti smisurati. I consumi ridotti, la filosofia tax friendly pienamente sposata grazie alla cilindrata ridotta, le prestazioni adeguate e il vantaggio di avere un'auto a misura d'uomo, anzi di gentleman, lontana per concetto dalle proposte della concorrenza, la rendono una scelta molto appetibile destinata a dei veri cultori dell'auto. Ovvio che con i 52.147 euro dell'esemplare provato, dotato di British Pack, di specchi elettrocromatici con funzione memoria, della regolazione elettrica dei sedili anteriori, di tappetini opzionali e della finitura abitacolo in Radica di noce americana, il comfort si eleva e il piacere di possederla cresce in maniera esponenziale. Poter comunque ottenere il privilegio di entrare nel club esclusivo delle Jag di alto livello rappresenta  quel valore aggiunto in più che rende il prezzo di base ancora più competitivo e che di sicuro non darà adito a pentimenti  una volta assaporato il piacere di possedere e ostentare una Jaguar.

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di Yves D'Alessandro | 11 novembre 2014

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