Toyota GT 86 Racing VS Celica GT-Four

20 anni di Toyota sportive: passato e presente della Casa delle Tre Ellissi in un'accesa sfida in pista.

Toyota GT 86 Racing (2015)

  • Design7,50
  • Comfort7,00
  • Prestazioni8,00
  • Consumi7,00
  • Prezzo8,00
  • Pro Handling
  • Contro Cinture di sicurezza non regolabili in altezza, finiture migliorabili
  • Voto Motori.it: 7,50

Toyot Celica GT-Four (1995)

  • Design8,00
  • Comfort6,50
  • Prestazioni7,50
  • Consumi6,00
  • Prezzo6,00
  • Pro Velocità in curva
  • Contro Consumo elevato
  • Voto Motori.it: 6,80

Toyota GT 86 Racing VS Celica GT-Four

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La Toyota è conosciuta in tutto il mondo per la qualità dei suoi prodotti e per i suoi record di vendita, ma la Casa giapponese ha anche un'anima sportiva, espressa nelle gare di durata, dove ha vinto il campionato del mondo (WEC) nel 2014 e nei rally, nei quali è in procinto di tornare con la Yaris, per riprendere il cammino vittorioso di un recente passato. Quindi per sottolineare questa propensione alla bella guida, perché non riunire la mitica Celica GT-Four insieme all'ultima GT 86 Racing? Noi di Motori.it l'abbiamo fatto, sulla pista dell'Isam di Anagni (FR) e vi raccontiamo come è andata.

Una lotta a colpi di spoiler

Se le ali potessero parlare, lo Spoiler della Celica GT-Four sarebbe decisamente minaccioso, ma quello della GT 86 Racing risulterebbe persino oltraggioso, per quanto è sviluppato in altezza: roba da 24 ore di Le Mans. La vettura in questione d'altronde, vuole esagerare, come dimostrano lo splitter anteriore e le Minigonne laterali, e non sfigurerebbe affatto nelle scene di Fast&Furious, anche nella livrea bianco perla dell'esemplare in prova. La mitica Celica, quella che correva con successo nei rally, risponde con finezze da intenditori come la presa d'aria sul cofano dedicata all'intercooler ed alla cinghia di distribuzione ed i cerchi in lega a tre razze da 16 pollici. La GT 86 calza ruote da 17 pollici, come impongono le mode attuali ma sembra non riempire completamente i passaruota. Insomma, se una appare composta e ben ferma sulle sue posizioni, l'altra è a dir poco spavalda e irriverente.

Tanta differenza sottopelle

Le due vetture griffate Toyota esprimono filosofie diverse, pur essendo unite nel loro intento sportivo; infatti, la GT-Four è stata creata per consentire l'omologazione delle vetture da rally della sua epoca, nei lontani anni '90 (1994 per la precisione), a differenza della GT 86 che è nata con l'unico scopo di offrire una grandiosa esperienza di guida a costi ragionevoli. Quindi, è chiaro che la prima è decisamente specialistica, e si rivolge ad un pubblico amante dei rally e delle bombe sovralimentate. Non a caso il suo motore è un 2 litri turbo da ben 242 CV, con una coppia di 302 Nm a 3.000 giri, mentre la GT 86 presenta un 2 litri Boxer aspirato da 200 CV e 205 Nm che arrivano a ben 6.400 giri. Insomma, differenze sostanziali, come la trazione integrale per la Celica e quella posteriore per l'ultima arrivata. Chiaramente, non mancano soluzioni tecniche interessanti per entrambe, come l'iniezione diretta ed indiretta presenti nel motore della GT 86, o l'intercooler con scambiatore aria-acqua a circuito di raffreddamento indipendente di cui può fregiarsi la Celica GT-Four.

Al volante: due caratteri diversi

Con delle premesse del genere, la prova della pista non ha potuto far altro che evidenziare delle caratteristiche dinamiche completamente opposte. La GT 86 Racing, sotto l'aspetto di una vettura appena uscita dal salone del tuning, nasconde tutte le qualità della vettura che conoscevamo, quindi non c'è niente di nuovo al di là dell'immagine, eccezion fatta per l'assenza del pulsante d'avviamento in favore del tradizionale blocchetto d'accensione. Tornare in pista con la coupè delle Tre Ellissi è sempre un piacere: per la sua immediatezza, la sua predisposizione all'azione e quella capacità unica di derapare in un fazzoletto! Difficile trovare un'auto così divertente ad un costo di circa 30.000 euro; certo ci sono vetture più veloci, ma quella è un'altra storia. Sul circuito dell'Isam la GT 86 si esalta, aggredisce i cordoli, allarga con la coda quando si esagera con il gas e si gioca troppo con lo sterzo, ma consente sempre un pronto recupero, a patto di avere i riflessi allenati e la reattività necessaria. Guidarla in questo modo, con il posteriore che scivola è pura poesia, e in un attimo ci si dimentica dei tempi sul giro, delle prestazioni pure, e dei freddi numeri della scheda tecnica che, comunque, non sono da disdegnare, visto che bastano 7,6 secondi per toccare i 100 km/h e la velocità massima è di 226 km/h. Chiaramente, mentre si perde tempo con i controlli della coupè moderna, la Celica GT-Four diventa imprendibile, forte della trazione integrale, di un equilibrio granitico e di un turbo che spinge con veemenza in uscita di curva. La sportiva anni '90 non è per niente a disagio in pista, anche se sulle prime bisogna fare i conti con i comandi più solidi e, all'apparenza, impacciati, ma poi quando il ritmo cresce si scopre una sportiva tremendamente efficace, un'auto concreta e molto, molto veloce, tanto che nel 1994 la sua velocità massima dichiarata era di 245 km/h.

Quindi due caratteri diversi, due modi differenti d'intendere la sportività, che sottolineano la capacità della Toyota di costruire vetture destinate agli amanti della guida in base alle esigenze del momento.

Prezzi: 30.800 euro per la GT86 Racing

L'ultima variante della GT86, la Racing, con tutta l'esuberanza della sua caratterizzazione estetica, ha un costo di 30.800 euro. Certo, la sua immagine impone un carattere estroverso ed una certa voglia di protagonismo per affrontare il traffico senza temere lo sguardo incuriosito dei pedoni e degli altri automobilisti, ma si tratta di una cifra adeguata allo spessore tecnico ed alle caratteristiche dinamiche dell'auto, che annovera anche il differenziale posteriore a slittamento limitato Torsen di serie. La Celica GT Four si trova a quotazioni interessanti, sul web, ne abbiamo scovata una a 12.000 euro, per esempio, ma è chiaro che bisogna mettere in conto delle spese di ripristino e che si tratta di vetture con circa 20 anni sulle spalle, che quindi necessitano di una certa accortezza per esprimersi al meglio.

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di Valerio Verdone | 15 maggio 2015

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