Motori e cambi più efficienti con la tencologia SFK

Arriva da SFK una tecnologia che diminuisce gli attriti interni di motori e cambi migliorandone il rendimento.

Migliorare il rendimento di un veicolo, cercando di abbassare consumi ed emissioni, è l'obiettivo costante che alimenta quotidianamente il lavoro degli ingegneri. Questo è ovviamente un processo di affinamento costante, che insieme alla realizzazione di carrozzerie più leggere e nuove tecniche per la combustione del carburante ha portato le vetture odierne ad essere sensibilmente più parche e pulite delle loro antenate di qualche anno fa.

Un'ulteriore evoluzione in questo senso è quanto presentato dalla società svedese SKF, la quale ha messo a punto una tecnologia chiamata Low Friction Engine Seal che, come si può intuire dal nome, cerca di migliorare il rendimento energetico delle vetture intervenendo sulla diminuzione degli attriti meccanici che si generano tra le parti in movimento presenti all'interno di motori e cambi.

Grazie a questa tecnologia, SFK dichiara una diminuzione degli attriti fino al 55% rispetto ai sistemi finora usati, con il vantaggio di presentare propulsori e cambi in grado di incidere molto sul rendimento complessivo dell'auto, ovviamente in positivo.

Si tratta di una nuova serie di guarnizioni per alberi rotanti i cui componenti di tenuta sono realizzate con un innovativo elastomero, definito materiale FKM e capace di assicurare una deformazione programmata che si adatta al meglio alla forma e alla dimensione della parte meccanica a cui viene affiancato, rendendo peraltro inutile l'utilizzo della classica molla di richiamo che soprattutto in passato era indispensabile per garantire una corretta tenuta tra le varie componenti che formavano un sistema complesso come può essere ad esempio un propulsore o una trasmissione.

Secondo SFK la nuova tecnologia consente di abbattere le emissioni di CO2 di 1,04 g/km per quanto riguarda un motore quattro cilindri a benzina preso come punto di riferimento. Il miglior rendimento complessivo, inoltre, si nota sia alle alte velocità sia a bassi e medi regimi, con una particolare influenza nelle delicate (per quanto riguarda consumi ed emissioni) fasi di accelerazione e decelerazione di un veicolo.

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di Giuseppe Cutrone | 12 luglio 2011

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