Il peer to peer evita i tamponamenti a catena

L'università di Bologna testerà a Los Angeles un'applicazione che permette chi è al volante di sapere se più aventi si è verificato un incidente.

Che cosa hanno in comune Los Angeles e Bologna? Nulla, a parte forse alcune "torri" e il traffico in autostrada. Ed è proprio su questo ultimo punto che i ricercatori dell'università della città emiliana stanno lavorando duramente per portare la tecnologia al servizio di chi guida, sia che lo faccia sulle freeway californiane sia che lo faccia sulle autostrade che si dipartono dal capoluogo felsineo.

Un'applicazione messa a punto di recente permette al conducente di un veicolo di venire a conoscenza se davanti a lui si è verificato un tamponamento. La cosa ha una importanza fondamentale, che si gioca sull'orlo dei secondi, quando l'incidente è avvenuto su una strada a scorrimento veloce poche centinaia di metri davanti, dando così il tempo necessario per arrestare l'auto senza che questa finisca la sua corsa contro i mezzi che prevedono dando vita a uno di quei tamponamenti a catena resi celebri da molti film americani, oltre che dalle cronache italiane.

Quello studiato dai ricercatori bolognesi è stato per il momento simulato al computer, dando dei risultati incoraggianti che hanno spinto alla preparazione di un test su strada, da effettuarsi a Los Angeles insieme agli ingegneri della Toyota.

Il "trucco" sta tutto nella cosiddetta comunicazione peer to peer (da computer a computer, insomma, senza bisogno di passare da un server) tra le singole vetture: "Se più avanti avviene un incidente, i veicoli che seguono lo vengono a sapere in pochi istanti mettendo all'erta il conducente" ha spiegato Marco Roccetti, dell'Università di Bologna.

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di Andrea Barbieri Carones | 11 luglio 2011

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