Chrysler sviluppa l'ibrido benzina-diesel

Con il supporto di diversi partner americani Chrysler sta lavorando a un motore bi-fuel capace di bruciare insieme benzina e diesel.

L'aumento vorticoso e costante dei prezzi della benzina ha spinto sempre più gli automobilisti italiani a spingersi verso sistemi di alimentazione diversi, come il più risparmioso diesel e ultimamente l'ibrido benzina-elettrico.

Chrysler, a quanto sembra, sta tentando di superare le barriere tra le diverse alimentazioni tradizionali proponendo un sitema ibrido benzina-diesel. Il gruppo americano è infatti al lavoro sul progetto chiamato "A MultiAir / MultiFuel Approach to Enhancing Engine System Efficiency", che si propone di realizzare un motore bi-fuel in grado di funzionare sia a benzina che a gasolio, riducendo la distanza tra questi due sistemi di alimentazione. Il motore sperimentale su cui si sta lavorando è un quattro cilindri di 2.4 litri, che dovrebbe garantire una resa simile a un più potente V6 di 4.0 litri con consumi notevolmente ridotti di almeno un 25% per quanto riguarda i primi prototipi coinvolti nel progetto.

In questo schema, il diesel, che ovviamente viene tenuto in un serbatoio a parte e ha un circuito d'iniezione dedicato, viene immesso nei cilindri in momenti ben precisi e sincronizzati con la combustione della benzina. Il funzionamento prevede infatti l'immissione iniziale della miscela aria-benzina, che viene compressa facendo alzare temperatura e pressione e preparando il campo all'entrata in scena del diesel, che a quel punto viene immesso nel cilindro e per via dell'altissima compressione si incendia, facendo partire anche la combustione della benzina. Secondo i tecnici, questo sistema regala al propulsore un miglioramento del rapporto di compressione, con benefici per quanto riguarda il rendimento a bassi e medi regimi con acceleratore premuto anche solo parzialmente.

Partner di Chrysler in questa sperimentazione sono grandi nomi americani come l'Argonne National Laboratory, la Ohio State University, Delphi e FEV, i quali hanno investito nel progetto 15,5 milioni di dollari, oltre ai fondi messi dal Dipartimento dell'Energia.

Allo studio, oltre al rendimento complessivo di questa tecnologia, rimane anche la fattibilità commerciale di un simile motore, che si annuncia sicuramente interessante ma che apre alcuni dubbi riguardo la convenienza economica di tale soluzione, visto che il mercato automobilistico sembra andare sempre di più verso soluzioni ibride che prevedono la presenza dell'energia elettrica e che soprattutto sembrano ben più alla portata dell'ibrido benzina-diesel.

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di Giuseppe Cutrone | 10 giugno 2011

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