Lamborghini Aventador: il telaio in carbonio

A poche settimane dalla presentazione della Aventador, Lamborghini svela i dettagli del sofisticato telaio monoscocca in carbonio.

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Dopo aver svelato numerosi dettagli su motore e reparto sospensioni, Lamborghini continua a svelare l'attesissima Aventador LP 700-4 pubblicando i dettagli del sofisticato telaio monoscocca in fibra di carbonio della futura "V12" che verrà svelata nella sua forma definitiva in occasione del Salone di Ginevra.

Realizzato con fibre rinforzate CRFP, l'inedito chassis è frutto di una lavorazione eseguita in compressione che garantisce una più elevata resistenza in caso di incidente, ma risulta anche particolarmente leggera con un peso di 147,5 kg. Alla parte anteriore e a quella posteriore del monoscocca sono stati montati dei telaietti in alluminio su cui poggiano il motore V12, il cambio a 7 rapporti e le sofisticate sospensioni con schema push-rod.

Il sistema telaistico arriva a pesare nel suo complesso 229,5 kg offrendo un incredibile rigidità torsionale di 35.000 Nm, molto superiore di quella offerta dalla Murcielago che risulta pari a 20.000 Nm. Questi dati si traducono in un controllo ed una precisione di sterzata eccellenti, che rendono la nuova supercar Lamborghini in grado di rispondere anche al minimo input di sterzata, trasferendo su una vettura di serie la precisione di un'auto da competizione bilanciata in modo perfetto.

Per lavorare la fibra di carbonio CRFP sono state adottate tre diverse tecniche che si differenziano tra di loro, oltre che per i diversi processi di produzione, anche per il tipo di fibra di carbonio utilizzata e per la composizione chimica della resina sintetica impiegata.

Ad esempio il Resin Transfer Moulding (RTM), prevede l'utilizzo di una speciale resina riscaldata utilizzata sui rotoli in fibra di carbonio, dopodiché  vengono induriti mentre il componente si trova in lavorazione. Questo sistema è stato brevettato con la denominazione "RTM-Lambo", ed  ha  il vantaggio di più veloce, flessibile ed efficiente.

Il secondo sistema si chiama Prepareg e prevede i rotoli in fibra impregnati nella resina e conservati a basse temperature. In seguito i rotoli vengono laminati in stampi e induriti in un'autoclave grazie a calore e pressione, ottenendo così  una migliore finitura esterna.

La terza tecnica di lavorazione prende il nome di Braiding e prevede l'intreccio delle fibre di carbonio realizzati con tecnologia RTM e disposte diagonalmente su molteplici strati, per creare elementi tubolari per applicazioni speciali come montanti strutturali e le profilature della parte inferiore.

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di Francesco Donnici | 11 febbraio 2011

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