Volvo, partono i test del progetto Sartre

Avviate le verifiche sul campo del sistema di guida automatica per i convogli stradali, finanziato dalla Commissione Europea.

Volvo, partono i test del progetto Sartre

di Lorenzo Stracquadanio

19 gennaio 2011

Avviate le verifiche sul campo del sistema di guida automatica per i convogli stradali, finanziato dalla Commissione Europea.

Hanno preso il via ufficialmente i primi test su strada del progetto Sartre – SAfe Road TRains for the Environment, letteralmente “convogli stradali sicuri per l’ambiente – che ha ricevuto finanziamenti dalla Commissione europea e ha visto, fra gli altri, il coinvolgimento di Volvo, marchio automobilistico sempre all’avanguardia sul fronte della sicurezza attiva e passiva.

Il primo test si è svolto sul circuito della casa svedese nei pressi di Goteborg per verificare sul campo l’efficacia del sistema che punta a ridurre il numero degli incidenti stradali, i consumi di carburante e le emissioni nocive nell’ambiente.

“Siamo molto soddisfatti che i diversi sistemi abbiano funzionato bene sin dalla prima prova” ha detto Erik Coelingh, ingegnere di Volvo che ha seguito da vicino l’evoluzione del progetto. “Del resto vengono da sette aziende che hanno preso parte al progetto. Il clima invernale inoltre ha contribuito a mettere a dura prova le telecamere e le apparecchiature di comunicazione”.

Ma come funziona il sistema Sartre? Consiste nell’accodare a un mezzo pesante “capofila”, guidato da un autotrasportare esperto, una fila di altri veicoli. Ciascuno di essi misura attraverso delle tecnologie specifiche la distanza con il mezzo che precede, adeguando in tempo reale la velocità e la direzione del veicolo stesso. Solo quando uno dei mezzi deve uscire dal convoglio per raggiungere la propria destinazione ecco che interviene il conducente per distaccarsi dal “plotone” dei mezzi.[!BANNER]

In questo modo gli autisti dei mezzi in fila possono riposarsi, riducendo le ore di guida e il conseguente impegno in termini di attenzione ed energie psico-fisiche. Se la sperimentazione porterà esiti positivi sotto ogni aspetto, è probabile che il sistema venga introdotto in commercio fra qualche anno, a patto però che vengano messe nero su bianco nuove regolamentazioni in materia da parte dei singoli governi europei.