Opel Onstar: nel 2020 verrà sostituito da Opel Connect

Il servizio di multimediale del marchio di Russelsheim si prepara a passare la mano ad un modulo più “omogeneo” con le tecnologie PSA Groupe: ecco i primi dettagli.

Opel Onstar: nel 2020 verrà sostituito da Opel Connect

Tutto su: Opel

di Francesco Giorgi

14 maggio 2018

A tre anni esatti dall’introduzione, nella gamma di Russelsheim, dei servizi integrati Opel OnStar, in queste ore i vertici del “marchio del Fulmine”, di recente acquisizione da parte di PSA Groupe, comunicano il prossimo “passaggio di consegne” fra OnStar e una inedita soluzione, della quale sono già stati indicati il nome e le principali caratteristiche: si tratta di Opel Connect, ed entrerà a far parte dell’equipaggiamento hi-tech Opel a partire dall’anno prossimo, in virtù di una graduale “omogeneizzazione” fra i dispositivi multimediali di bordo del “brand” tedesco e quelli che equipaggiano la più recente produzione Citroen, DS e Peugeot. La totale dismissione della tecnologia OnStar in favore dell’imminente modulo Opel Connect si completerà “Entro la fine del 2020”, annuncia una nota Opel.

Uno dei primi modelli a bordo dei quali debutterà Opel Connect sarà la Corsa di nuova generazione (l’edizione aggiornata della compatta-bestseller Opel verrà prodotta esclusivamente a Saragozza su una piattaforma condivisa con la gamma PSA Groupe), per la quale è stato recentemente annunciato l’arrivo di una variante a propulsione 100% elettrica e il ritorno – dopo sei anni di assenza – della declinazione GSi pronta ad affiancarsi alle attuali versioni sportive di punta OPC ed S. Già annunciato, seppure “a grandi linee”, il layout delle dotazioni per il nuovo servizio Opel Connect: oltre alla chiamata d’emergenza (l’E-call – qui un nostro approfondimento – nel frattempo diventato obbligatorio per tutte le vetture di nuova produzione), l’offerta dei servizi di connettività Opel Connect comprenderà, fra gli altri, il sistema di navigazione connessa, il dispositivo di diagnostica della vettura, l’assistenza in caso di furto del veicolo, l’ingresso a bordo da remoto e varie funzionalità dedicate alle aziende di gestione flotte, oltre ovviamente alla compatibilità con gli standard Apple CarPlay ed Android Auto.

L’intera disponibilità di Opel Connect a bordo dell’intera gamma Opel, indicano a Russelsheim, avverrà entro il 2024. Nel complesso (e in attesa di ulteriori dettagli) è possibile comprendere come, di fatto, i servizi Opel Connect siano molto simili a quelli presenti nell’offerta Opel OnStar.

Contestualmente alla graduale introduzione di Opel Connect, puntualizzano i vertici della Casa del Fulmine, per i clienti che desiderino proseguire con l’acquisto dei servizi OnStar “Viene garantito lo stesso livello di servizi OnStar forniti da OnStar Europe Limited fino alla fine del 2020”.

Ricordiamo che la piattaforma integrata di connettività ed assistenza Opel OnStar aveva esordito, in anteprima assoluta, in occasione del Salone di Ginevra 2015, per debuttare subito dopo a bordo della lineup di Russelsheim in chiave Model Year 2016 (Opel Astra era stata il primo modello ad essere dotato, di serie, delle funzionalità OnStar, che in Italia entrarono a far parte dell’equipaggiamento hi-tech compreso nella dotazione standard a partire dalle declinazioni “Cosmo”). Fra le principali dotazioni offerte da Opel OnStar già al momento dell’ingresso nella gamma del marchio tedesco, il sistema di avviso di emergenza da remoto al centro di assistenza con sede a Luton (Regno Unito) in caso di necessità di soccorso, guasto del veicolo o furto dello stesso (funzionalità, come accennato, recentemente entrata fra i servizi obbligatori delle autovetture di nuova produzione); un sistema di connessione 4G LTE con hotspot WiFi che consente fino a sette collegamenti Internet nello stesso momento e da qualsiasi device portatile.

Come specificato dalla stessa Opel, la decisione di procedere ad un graduale passaggio di testimone fra OnStar ed il futuro Opel Connect si deve al recente ingresso del “brand” di Russelsheim sotto l’”ala” PSA Groupe, dopo 88 anni nel Gruppo General Motors. Del resto, OnStar appartiene a GM; ed è chiaro come, alla luce dell’acquisizione Opel da PSA che si concretizza in una serie di strategie rivolte alla “standardizzazione” dell’engineering, anche i servizi di connettività Opel saranno omogenei a quelli offerti da Citroen, DS e Peugeot. Tutto ciò rientra nel maxi programma “PACE!” illustrato lo scorso autunno da Michael Lohscheller, Ceo di Opel, e Carlos Tavares, numero uno PSA, e rivolto al ripristino delle basi finanziarie e ad una nuova competitività per Opel.

Il progetto – ne riprendiamo brevemente i punti principali – si articolerà su due fasi: la prima (al 2020) è orientata ad un positivo cash flow e al raggiungimento di una quota di margine operativo per la Divisione Auto non inferiore al 2%; successivamente (2026), l’operating margin verrà fissato al 6%. Sul fronte produzione, “PACE!” punterà i riflettori su un sostanzioso “big deal” tecnologico che si orienterà su una riorganizzazione delle piattaforme e delle motorizzazioni pronte a costituire la “base di partenza” della futura lineup di autoveicoli (il numero di pianali utilizzati da Opel-Vauxhall per i propri modelli scenderà dalle 9 attuali a 2 nel 2024; inoltre, le famiglie di motori saranno ottimizzate, passando dalle attuali 10 a 4); sullo sviluppo di nuovi modelli a propulsione elettrificata (fra questi, c’è appunto la conferma della nuova generazione di Opel Corsa che possiederà una propria variante “zero emission”).  Nel frattempo, oltre all”Assegnazione di 15 Centri di Competenza alla sede di Opel”, la Divisione Engineering del marchio tedesco ha assunto l’incarico relativo allo sviluppo della lineup LCV (veicoli commerciali leggeri) di PSA, anch’essa destinata ad una “standardizzazione” già messa in evidenza, lo scorso febbraio, con l’annuncio della nuova serie di Opel Combo Life, quinta generazione dell’MPV di Russelsheim prodotto dal 1986 e del quale si attende il prossimo  debutto sul mercato su due declinazioni, in base alla lunghezza del passo e, quindi, all’ingombro longitudinale: variante a cinque posti (4,4 m) e a sette posti (4,75 m), con capacità del vano bagagli che va da un minimo di 597 litri (897 litri per le versioni a passo lungo) fino a 2.126 – 2.693 litri.