Volkswagen: le nuove tecnologie di propulsione ibrida, metano e turbodiesel

Dall’unità mild hybrid a 48V per la prossima Golf al 1.5 TGI Evo per l’alimentazione a gas naturale al 2.0 TDI Evo progettato per l’abbinamento con un modulo ibrido leggero a 12V: il futuro di engineering VW.

Volkswagen: le nuove tecnologie di propulsione ibrida, metano e turbodiesel

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di Francesco Giorgi

09 maggio 2018

I tecnici dei big player internazionali del comparto automotive si riuniscono, ogni primavera, a Vienna, in occasione del Motor Symposium nel quale i riflettori vengono puntati sulle novità di motorizzazione da parte delle principali Case auto. Fra queste c’è Volkswagen: all’edizione 2018 del meeting organizzato dall’ÖVK (l’Associazione austriaca di Ingegneria dell’auto) e che si è tenuta nei giorni scorsi, il colosso di Wolfsburg ha presentato una serie di novità improntate ad una futura definizione delle tecnologie powertrain in materia di propulsione ibrida, diesel ed a metano.

Più nello specifico, si tratta di un prossimo ampliamento dell’offerta VW di alimentazioni corredate con il dispositivo ibrido leggero (“mild hybrid”) a 48V, tecnologie turbodiesel avanzate (con, fra le novità peculiari, l’arrivo di inedite varianti ibride) e un motore alimentato a gas naturale annunciato come “Il più innovativo motore a metano del mondo”: tre differenti tipologie di propulsione che rappresentano altrettanti punti di forza sui quali Volkswagen basa le proprie strategie in un’ottica a breve-medio termine, e che giungono contestualmente alla nomina – comunicata a metà aprile – di Herbert Diess in qualità di nuovo amministratore delegato del Gruppo VAG-Volkswagen Audi in sostituzione di Matthias Müller, chiamato nell’autunno del 2015 al ruolo di “prima poltrona” VAG in una delle fasi più delicate e complesse nella storia di Wolfsburg: era appena avvenuto il “Dieselgate” (lo scandalo sulle emissioni di ossidi di azoto manipolate in laboratorio), che tenne banco per diversi mesi a livello mondiale e, di fatto, rappresentò un concreto spartiacque per velocizzare e concretizzare nuove strategie eco friendly hi-tech da parte dei principali Gruppi automotive.

È del resto ampiamente assodato come proprio l’”affaire” NOx di due anni e mezzo fa abbia costituito, per la filiera automotive, un avvenimento epocale per la concretizzazione di nuovi progetti relativi ad una ancor più attenta ridefinizione delle tecnologie di controllo dei consumi e delle emissioni. Occorre tenere conto, a questo proposito, che già in occasione del Vienna Motor Symposium 2017 Volkswagen aveva illustrato un ampio ventaglio di novità che mettevano in evidenza l’impegno dei vertici VAG nell’ambito del maxi-programma di mobilità sostenibile “Together-Strategy 2025”: dodici mesi fa, i riflettori VW erano stati puntati sulle tecnologie di propulsione elettrificata (microibrido, plug-in, 100% elettrica), un new deal sul fronte del metano (l’unità 1.0 TGI) e la allora inedita funzione “Coasting – Engine Off” che nei mesi successivi avrebbe dato origine al dispositivo ibrido leggero che ha debuttato su alcuni modelli alto di gamma Audi.

Con l’obiettivo di uniformarsi alle prescrizioni dettate dall’Unione Europea entro il 2020 (emissioni di CO2 a ciclo medio pari a 95 g/km), e sulla scorta dell’expertise nel frattempo maturato, Volkswagen ha esposto al Vienna Motor Symposium 2018 un inedito sistema mild hybrid a 48V che verrà alloggiato nel vano motore della prossima VW Golf: in questo modo, il modello-besatseller per Wolfsburg occuperà un ruolo-battistrada nella ancor più ampia diffusione del dispositivo mild hybrid (qui un nostro approfondimento di confronto fra la tecnologia “ibrido leggero” e quella “full hybrid”), in previsione di una graduale estensione dei programmi di elettrificazione nelle lineup di motori VW: “La prossima Golf rappresenta ilpunto di partenza di questa iniziativa elettrica globale”, annuncia una nota tecnica diffusa da Wolfsburg.

Come anticipato, il new deal VW in materia di propulsione comprende lo sviluppo di nuove varianti a gas naturale. In questo senso, è da segnalare l’unità motrice a metano 1.5 TGI Evo, presentata al Vienna Motor Symposium 2018, che basa il proprio engineering sul 1.5 TSI ACT BlueMotion, nel quale l’iniezione diretta e l’adozione della turbina VTG a geometria variabile si abbinano al funzionamento a ciclo di combustione Miller TSI/TGI. “Per Volkswagen, il nuovo 1.5 TGI Evo è un fulcro dell’offerta legata al gas metano”, conferma il comunicato VW, che si propone l’obiettivo di aumentare il parco veicoli a metano circolanti nel prossimo futuro, caratterizzati da una elevata efficienza di lavoro e bassissime emissioni di particolato. Resta confermato, peraltro, che anche le unità motrici TGI possono essere alimentate con carburanti alternativi eco friendly derivati da fonti rinnovabili, quali il biometano e l’e-gas prodotto dai tecnici Audi.

A dimostrazione, infine, della volontà di conferire ai “famigerati” motori a gasolio un futuro sostenibile nell’ottica delle nuove forme di mobilità, al Vienna Motor Symposium 2018 Volkswagen illustra le potenzialità dei turbodiesel di prossima generazione: l’esempio concreto arriva con la nuova “famiglia” di motori 2.0 TDI EA288 Evo, progettata (con un ridimensionamento dei componenti post-trattamento – DPF, gestione degli ossidi di azoto – mediante una riduzione catalitica selettiva SCR, nonché riducendo le perdite di attrito e da calore) per l’ottimizzazione di consumi ed emissioni da parte del processo di combustione e nella risposta-efficienza del turbocompressore. Con questa inedita gamma di propuslori turbodiesel, i vertici engineering di Wolfsburg annunciano una novità di particolare rilievo: per la prima volta, un 2.0 TDI “by Volkswagen” sarà disponibile in abbinamento con sistemi di propulsione ibrida. Si tratta, nello specifico, del modulo mild hybrid associato ad uno starter-generatore a 12V con batteria agli ioni di litio. Queste novità di engineering – i motori TDI sviluppati dalla Volkswagen, con potenze da 136 a 204 CV, saranno impiegati sui suoi veicoli e su quelli di altre marche del Gruppo – avranno il compito di rispettare gli attuali e futuri limiti delle certificazioni WLTP ed RDE: “Volkswagen ha inoltre diminuito le emissioni di CO2 dei motori EA288 Evo fino a 10 g/km rispetto alla generazione precedente. In conseguenza delle misure adottate, questi nuovi TDI generano emissioni nettamente inferiori rispetto agli attuali limiti legislativi. Nel mentre, i valori di potenza e coppia sono saliti fino al 9%”, annuncia la nota tecnica VW.