Art porta l'eccellenza italiana in Formula 1

Si devono al Gruppo di Giancarlo Luigetti alcune delle più importanti innovazioni in tema di sicurezza e tempestività delle informazioni.

Formula 1: mondiale 2010 da record

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I commissari di pista si allenino all'idea della pensione. I non addetti ai lavori quasi certamente lo ignoreranno, ma dall'Umbria, più precisamente dal borgo "Il Pischiello", frazione del comune di Passignano sul Trasimeno (PG), arriva l'idea per alcuni dei sistemi di controllo e gestione corse più tecnologicamente avanzati oggi in uso nel Mondiale di Formula 1.

Sono il prodotto degli studi portati avanti dai ricercatori e dal personale altamente specializzato della ART (acronimo che sta per "Advanced Research & Technologies), un gruppo di persone, circa un centinaio di ingegneri, che non smette di spostare l'ostacolo sempre più lontano. Con il "Marshalling System", attivo da tempo ed insignito nel 2009 a Colonia del Premio per l'Innovazione nel campo della Sicurezza, è possibile fornire ai piloti impegnati nella classe regina dell'automobilismo una serie di informazioni.

Un pilota è appena andato a muro ed è rimbalzato in mezzo alla pista dove è fermo in piena traiettoria? In tempo reale gli avversari conosceranno le decisioni della direzione di gara: bandiere gialle, Safety Car, o nei casi più estremi, interruzione della corsa. L'indicazione comparirà sia sullo schermino inserito nel volante, sia su una serie di appositi pannelli LED dislocati lungo la pista, così luminosi da non poter essere osservati ad occhio nudo.

Si risolvono in questo modo i problemi di limitata visibilità che possono verificarsi in caso di partenza ritardata della corsa, all'imbrunire (come è successo in Corea del Sud), o di condizioni meteo particolarmente avverse. Ve lo immaginate il marshall che avesse dovuto sventolare la bandiera rossa ad inizia gara a Yeongam quando Alonso confessava di non riuscire a vedere neppure la vettura di Webber che lo precedeva in colonna dietro alla Vettura di Sicurezza? Ora i commissari possono posizionarsi in aree più sicure del circuito: tutto viene controllato dalla Stanza di Controllo anche se c'è spazio per interventi manuali sui pannelli. Il sistema, prodotto per la Federazione Internazionale dell'Automobile da EM Motorsport in collaborazione con il partner italiano ART, mira ad eliminare ogni possibile asincronia informativa. Tra le varie capacità, segnala la posizione delle varie monoposto sul tracciato e insieme dei mezzi di soccorso.

Sfruttando i dati sulla decelerazioni brusche subite dalle vetture in caso di incidente (la "forza G") permette di inviare al Medical Center del circuito e alle ambulanze elementi in grado di tracciare una sorta di "triage", evitando manovre di soccorso che potrebbero mettere a serio rischio l'incolumità dei piloti. Si pensi ad episodi della storia più recente: Massa che in Ungheria fila diritto verso le barriere; Kubica che in Canada si capotta più volte distruggendo la sua Williams o il Michael Schumacher ferrarista quando compromette la stagione a Silverstone. Se in tutti questi casi il personale medico si fosse premurato solamente di estrarre i diretti interessati in fretta e furia dalle monoposto senza tener conto delle possibili conseguenze fisiche dell'impatto forse avremmo dovuto salutare grandi talenti ancora oggi in grado di correre, e farci vivere forti emozioni.

Dietro a questa sfida che si irradia dall'Italia più verde c'è un imprenditore umbro, Giancarlo Luigetti, nome noto ai molti fortunati che dagli Anni Settanta sino al nuovo Millennio hanno avuto modo di frequentare i circuiti di Formula 1. Era lui, attuale Presidente di ART Group, che a bordo del camper Magneti Marelli dava ospitalità a corridori, giornalisti, addetti ai lavori.

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di Ottavia Eletta Molteni | 13 dicembre 2010

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