Seat Leon Cristobal: l’assistenza alla guida del futuro

Seat ha presentato il laboratorio viaggiante Leon Cristobal: un ampio equipaggiamento di dispositivi hi-tech che prefigurano nuove funzionalità di aiuto a conducente, passeggeri e… genitori.

Seat Leon Cristobal: l'assistenza alla guida del futuro

Tutto su: SEAT Leon

di Francesco Giorgi

19 novembre 2017

Il nome la dice lunga sul progetto messo a punto dai tecnici di Martorell: “Cristobal”, come San Cristoforo, il patrono di chiunque si metta in viaggio e, dunque, da sempre assurto al ruolo di protettore degli automobilisti.

Seat Leon Cristobal è stata presentata allo Smart City Expo World Congress di Barcellona, rassegna internazionale sull’innovazione in ambito urbano nella quale Seat ha presentato un ricco elenco di idee relative alla mobilità sostenibile (eMii prossimamente disponibile per il team del Metropolis:Lab Barcelona e del Pier01), equa (il Virtual Mobility Lab sullo studio di progetti di mobilità “smart”), e una particolare attenzione ai giovani, con la finale del “contest hi-tech” Seat Autonomous Driving Challenge che consente ai team di studenti che prendono parte all’iniziativa lo sviluppo di funzioni di guida totalmente autonome.

Il claim che ha accompagnato la presentazione di Seat Leon Cristobal è significativo dell’attenzione rivolta dai big player automotive sulle questioni legate alla ricerca di funzionalità via via innovatrici nel campo della protezione di occupanti e ambiente circostante: “Il modello più sicuro della sua storia” (intesa come storia di Seat).

Le novità introdotte dal prototipo-laboratorio sono di contenuto, più che di espressione estetica: il corpo vettura resta, essenzialmente, invariato rispetto a Seat Leon attualmente in listino. “Sotto”, invece, Leon Cristobal porta in dote sei avanzati dispositivi di assistenza alla guida progettati per minimizzare le possibili cause di incidente, in special modo fra i più giovani: distrazione, stanchezza, eccesso di velocità e guida sotto l’effetto di alcool, che incidono per l’80% – come indica una nota Seat – sugli incidenti stradali.

Appartengono a questa concezione hi-tech una nutrita serie di innovative funzionalità quali il “Drive-lock”, che comprende un sistema di alcol test in grado di bloccare l’auto qualora il risultato sia “positivo”; il “Drive-coach”, che consiste in un modulo di assistenza vocale sviluppato per la configurazione personale – sulla base delle specifiche esigenze del singolo utente – gli avvisi di sicurezza del veicolo; il “Guardian Angel Mode”, una inedita modalità di guida progettata per l’attivazione di tutti i quindici dispositivi di sicurezza attiva e passiva che equipaggiano la vettura; il “Display Mirror” (lo specchio retrovisore centrale viene dotato di una specifica retrocamera che elimina gli angoli ciechi), il “Mentor”, rappresentato da una applicazione pensata per i genitori e che consente loro di geolocalizzare la vettura e controllarne la velocità quando questa sia in mano ai propri figli; e la “Black Box” (il significato qui è chiaro: un database delle situazioni nelle quali può incorrere la vettura; nello specifico è una “scatola nera” che registra dati e immagini durante la guida, inviandoli allo smartphone selezionato in caso di incidente).

Seat Leon Cristobal rappresenta un interessante studio sulle future modalità di sviluppo hi-tech dei dispositivi di bordo: un “Grande fratello” benevolo, che controlla il comportamento del conducente e, se necessario, “fa la spia”. Ai genitori, come detto; ma anche… alla vettura stessa: nel caso del rilevatore di assunzione di bevande alcoliche, se l’automobilista non è sobrio la vettura non parte. E, anche qui, i casi sono due: o si chiede l’intervento di qualcuno per tornare a casa, oppure si aspetta che l’alcol test dia il proprio “OK”.