Mazda: il motore rotativo tornerà come range extender?

Il celebre motore Wankel, di cui Mazda ha fatto un vanto, potrebbe presto risorgere nella produzione Mazda, ma in un’ottica ecocompatibile.

Mazda: il motore rotativo tornerà come range extender?

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di Andrea Tomelleri

17 ottobre 2017

Quando si pensa al motore rotativo, il primo costruttore che viene in mente è Mazda. La Casa giapponese è una delle poche ad aver investito risorse importanti nello sviluppo di questa tecnologia, l’unica ad aver ottenuto risultati nel motorsport e l’unica ad averla portata nella produzione di serie. A partire dal 1978, infatti, Mazda ha commercializzato la RX7, dotata di motore Wankel, in tre serie fino al 2002, quando è stata sostituita dalla RX-8, prodotta fino al 2011.

Il motore rotativo è stato successivamente accantonato soprattutto per gli svantaggi che questa architettura presenta in termini di riduzione dei consumi, una tematica molto importante anche per una vettura sportiva. Ma ora, per la gioia dei nostalgici del “rotativo”, questo motore sarebbe pronto a tornare sul mercato. E, incredibilmente, potrebbe essere montato su un’auto ecologica.

Secondo una recente indiscrezione riportata dall’autorevole Automotive News, Mazda starebbe sviluppando un motore Wankel con la funzione di range extender per una nuova auto elettrica che dovrebbe debuttare sul mercato nel 2019. Non si tratterà quindi di un motore destinato alla propulsione del veicolo – come avviene normalmente – ma avrà la funzione di generare elettricità per il motore elettrico, incrementando così l’autonomia della vettura.

Le auto elettriche EREV si sono sviluppate negli ultimi anni per cercare di risolvere il problema della scarsa autonomia delle batterie attuali. Di fatto di tratta di auto ibride, ma il motore termico è di cilindrata ridottissima e serve solo come un’unità ausiliaria per ricaricare le batterie. È proprio questa differente funzione che rende il motore rotativo più adatto rispetto ad uno con normali cilindri.

I vantaggi del motore rotativo applicato alle auto elettriche sono principalmente le dimensioni ridotte (la potenza generata è maggiore a parità di cilindrata), la forma compatta (che lo rende facilmente collocabile nel vano motore) e le scarse vibrazioni prodotte. Nel 2013 il costruttore giapponese aveva già presentato un concept basato sulla Mazda2 in cui la cilindrata dell’unità era di appena 0.33 litri.

Il nuovo veicolo elettrico, di cui Mazda ha già sviluppato la piattaforma, sarà probabilmente declinato in due versioni. Una 100% elettrica e una con il range extender appunto. Quest’ultima verrebbe sviluppata appositamente per i mercati come gli Stati Uniti, dove le grandi distanze richiedono un’autonomia più elevata di quella che possono garantire le batterie in questo momento. Per il ritorno del motore Wankel, insomma, non ci resta che aspettare fino al 2019.