Dall’America un motore miracoloso: verità o bufala?

Un motore a benzina da 27 km/l che riscalda il carburante prima di iniettarlo nella camera di combustione: basta questo per gridare al miracolo verde?

Dall'America un motore miracoloso: verità o bufala?

di Redazione

17 marzo 2010

Un motore a benzina da 27 km/l che riscalda il carburante prima di iniettarlo nella camera di combustione: basta questo per gridare al miracolo verde?

Il mondo dell’automotive è costellato da scoperte (o presunte tali) che gridano al miracolo e che si collocano con orgoglio e dedizione al limite delle leggi della fisica e della termodinamica convenzionale. Può capitare, dunque, che in un periodo in cui si guarda in maniera maniacale alla riduzione dei consumi e delle emissioni, si sviluppi anche la propensione al “Voler Credere”, ripudiando scetticismo, domande tecniche e dimostrazioni scientifiche come il male del nuovo millennio.

Questa volta la rivoluzione propulsiva arriva dall’ America con il Transonic Combustion Engine, motore che promette 27 km con un litro e la capacità di incrementare la resa energetica della benzina del 50% rispetto all’attuale stato dell’arte: il segreto starebbe nell’incremento di pressione e temperatura del carburante (benzina, in questo caso) ancor prima che esso venga iniettato nella camera di combustione. In linea teorica il principio sembra essere corretto, nella pratica però da Camarillo (California, USA) si guardano bene dal rendere noti i numeri di questo miracolo americano.[!BANNER]

Si parla di nuovi materiali per i pistoni, ECU di nuova generazione, sistema di recupero degli esausti, camera di combustione a geometrie avanzate, un’architettura motore tipica del diesel e con un software di controllo che calcola la posizione ottimale del pistone e programma la combustione in quel preciso istante con risultati incredibli: rapporti stechiometrici aria/carburante sorprendenti,  NOx ad appena il 50% rispetto ai normali motori e una minore quantità di carburante a fronte di una maggiore autonomia.

La cosa non può che riportare alla memoria l’illustre ed emblematica auto ad aria compressa progettata (ma mai prodotta, nè utilizzata) da Guy Negre, contro il quale si scagliarono orde di fisici armati di carta, penna e dimostrazioni scientifiche sull’effettivo funzionamento di quell’auto miracolosa. Fu poi il momento dell’auto a idrogeno, grande utopia (non solo europea) su un mondo più pulito e un automobilista un pò più accaldato dal vapor acqueo espulso dal tubo di scappamento della sua auto. Infine l’auto elettrica che, in una ragionevole commistione di tecnologia e sogni, si configura adesso come auto ibrida, l’unica in grado di garantire, ad oggi, prestazioni da motore convenzionale con un occhio di riguardo per l’ambiente.

A ben guardare, in termini di risultati, ossia del presunto consumo di 27 km/l, la scoperta americana ci ricorda che in fin dei conti anche le versioni “Eco” di tanti modelli già disponibili sul mercato riescono a raggiungere prestazioni simili senza particolari sconvolgimenti tecnologici: vuoi vedere che oltreoceano, dove sono tanto appassionati di tuning estetico qaunto poco propensi all’affinamento delle regolazioni motore, abbiano scoperto che è possibile produrre una berlina che senza utilizzare cilindrate sproporzionate e fiumi di carburante può avere le prestazioni di una Dodge Ram?