Guida autonoma: alleanza in vista fra Galileo e Quasi-Zenith?

Una partnership fra il sistema di satelliti giapponese e l'omologo europeo per affinare la precisione dei segnali GPS: lo rivela un rumor Nikkei.

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La guida autonoma troverà un nuovo sbocco... dallo spazio, attraverso una partnership tecnologica fra i satelliti giapponesi ed europei. Ecco, in estrema sintesi, quanto ipotiza il quotidiano economico Nikkei in merito alla nascita di una collaborazione fra la ricerca scientifica del Vecchio Continente (il sistema di posizionamento e navigazione satellitare Galileo, il cui completamento operativo è previsto per la fine del 2019) e il sistema satellitare Quasi-Zenith (QZSS), di progettazione giapponese, che si avvale di tre satelliti con il compito di rafforzare il dispositivo GPS.

Secondo quanto ipotizzato dai redattori di Nikkei, fra il Governo di Tokyo e l'Unione Europea il dialogo sarebbe in una fase avanzata: addirittura, si parla del 2018 quale data nella quale entrambi i sistemi (appunto: Galileo e Quasi-Zenith) potranno essere collegati, attraverso un linguaggio digitale condiviso che permetterebbe agli autoveicoli senza conducente e all'indotto della componentistica progettati per il mercato giapponese di poter essere inviati e utilizzati in altre Nazioni.

Fra le società coinvolte nel progetto di integrazione Galileo - Quasi-Zenith, e che vengono indicate come "interessate" all'operazione, ci sarebbero Mitsubishi Electric, Hitachi Zosen ed NTT Data per il Giappone, e la francese Thales per l'Europa.

Obiettivo comune, sottolinea in queste ore il quotidiano giapponese, è rivolto alla elaborazione di un piano programmatico di integrazione dei due segnali digitali: un "protocollo comune" che, appunto, porterebbe all'abilitazione dei sistemi di guida autonoma giapponesi anche all'estero.

Per questo, dal punto di vista tecnico, occorrerebbe un "punto di incontro" fra le due tecnologie. Quasi-Zenith opera attraverso la registrazione delle informazioni che vengono fornite dal dispositivo di navigazione satellitare americano GPS, in modo da migliorare la geolocalizzazione fino a una tolleranza di pochi centimetri. Il primo satellite (Michibiki, lanciato alla fine dell'estate 2010) è posizionato pressoché per intero al di sopra del Giappone, per coprire la quasi totalità del Paese senza essere ostacolato da catene montuose o edifici particolarmente elevati. Tuttavia, essendo un satellite stazionario, la portata dei suoi segnali è relativamente limitata al di fuori del Giappone: ad esempio, il sud est asiatico e l'Oceania devono effettuare dei ping.

Al contrario, Galileo - il progetto è partito in via ufficiale nel 2003 ad opera dell'Unione Europea e dell'Agenzia Spaziale Europea; la fase operativa, attraverso il primo lancio, è avvenuta nel 2011 - è un network di 30 satelliti (l'entrata in servizio definitiva è prevista per il 2019) che coprono l'intero globo terrestre. Per contro, osserva Nikkei, la sua precisione è leggermente meno affidabile rispetto a Quasi-Zenith: il margine di errore, che arriverebbe fino a un metro, lo renderebbe meno adatto per le aree montagnose o nelle superfici affollate da costruzioni elevate.

L'idea, dunque, sarebbe di rendere complementari entrambi i sistemi: Quasi-Zenith a copertura dell'Asia - Pacifico e Galileo per il resto del mondo.

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di Francesco Giorgi | 27 luglio 2016

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