Perché Porsche non investe nella guida autonoma

Il Ceo Oliver Blume spiega il punto di vista della Casa teutonica.

Perché Porsche non investe nella guida autonoma

di Valerio Verdone

02 febbraio 2016

Il Ceo Oliver Blume spiega il punto di vista della Casa teutonica.

La Porsche, con la sua tradizione che affonda nelle competizioni, si è aggiudicata il mondiale Endurance ed una prestigiosa vittoria alla 24 Ore di Le Mans nel 2015, non guarda di buon occhio la guida autonoma, quella che toglie ogni comando al conducente lasciandolo libero di dedicarsi ad altre attività.

Il Ceo della Casa di Zuffenhausen, Oliver Blume, ha spiegato chiaramente, nel corso di un’intervista ad un quotidiano tedesco, il Westfalen-Blatt, che chiunque abbia intenzione di acquistare una Porsche, “vuole guidarla solo”. E se il messaggio non fosse chiaro in cuor di Cupertino, dove insistono in maniera pesante sulla guida autonoma, ha ribadito: “l’iPhone appartiene alle tasche, non alla strada”.

Quindi, CarPlay a parte, per Blume non ci sarà altro coinvolgimento con Apple che non sia quello relativo ad una piattaforma di supporto per l’utilizzo degli smartphone della Mela Morsicata. Diverso invece, il discorso relativo alle sportive ibride, visto che entro il 2018 è attesa la prima 911 dotata di motore elettrico di supporto al propulsore termico, con tanto di possibilità di ricaricare l’unità ad impatto zero tramite una presa (plug-in).

La 911 ibrida sarà in grado di percorrere fino a 50 km in modalità EV, e farà da trampolino di lancio per la prima vettura totalmente elettrica di Casa Porsche, la Mission E, che sarà capace di erogare 600 CV puliti e di garantire un’autonomia di 500 km.