Ford e Google insieme per l'auto a guida autonoma?

Indiscrezioni vedono Mountain View e Dearborn vicine a una joint venture che porterà alla "self driving car".

Ci sarà una Ford dotata di tecnologia Google? Oppure la società di Mountain View darà vita a una propria vettura tecnologicamente sviluppata nella Silicon Valley e meccanicamente frutto della tecnologia dell'Ovale Blu? Ecco il quesito che si affaccia in queste ore. Una indiscrezione pubblicata da Automotive News vede i due giganti della tecnnologia (uno nel campo informatico, l'altro nel ramo automotive) in trattative per lo sviluppo di una nuova generazione di auto a guida autonoma.

Da parte dei "piani alti" di Google, la notizia non è stata confermata, ma nemmeno smentita. Ciò che i vertici del colosso di Mountain View hanno ammesso, è che al momento la società si trova in una fase di colloquio con alcune Case auto: una trattativa che, come detto a proposito di un accordo Google-Ford, porterebbe alla creazione di una partnership a lungo termine. "Bocche cucite" anche a Dearborn: i portavoce Ford non rilasciano alcuna dichiarazione, per il momento, limitandosi a una diplomatica visione possibilista e aperta a molte speculazioni: "Abbiamo contatti di partnership con molte aziende, in tutto il mondo, specializzate in attività di ricerca e sviluppo in diversi settori tecnologici: manteniamo le nostre discussioni in un ambito privato, per ovvie ragioni di concorrenza; non commentiamo speculazioni", riferisce Alan Sala, portavoce di Ford. Già la scorsa primavera (come avevamo pubblicato in un editoriale a metà maggio) si parlava di possibili accordi fra Silicon Valley e Detroit.

Che l'Ovale Blu e Google siano più vicine di quanto a una prima occhiata si possa pensare lo dice l'organigramma della società di Mountain View: Google annovera due ex dirigenti Ford nel proprio organico. Si tratta di Alan Mulally, già amministratore delegato di Ford, che a luglio 2014 - otto giorni dopo il ritiro dalla poltrona di dirigente del Gruppo automobilistico - è entrato nel Consiglio di amministrazione Google. Di più: lo scorso settembre, Google ha assunto l'ex "fordista" John Krafcik per affidargli il ruolo di amministratore delegato del progetto di vettura a guida autonoma "made in Mountain View". Krafcik, prima di essere presidente di TrueCar e amministratore delegato di Hyundai Motor America, era stato al libro paga di Ford per 14 anni, compreso un periodo svolto in qualità di direttore responsabile del progetto relativo allo sviluppo del Suv Ford Expedition. Inoltre, va tenuto conto che 100 esemplari della prima generazione di auto a guida autonoma Google erano stati assemblati a Detroit da Roush Industries, un'azienda che produce componentistica per Ford. E il dialogo per lo sviluppo di vetture a guida autonoma va avanti, seppure in via del tutto informale, almeno dal 2012.

Di un possibile sviluppo della collaborazione fra Google e Ford per la tecnologia di guida autonoma in un periodo a breve - medio termine si saprà di più subito dopo la pausa natalizia. A Las Vegas, alla vigilia dell'apertura del CES 2016, il prossimo 5 gennaio, il presidente e direttore esecutivo di Ford, Mark Fields, insieme al responsabile Sviluppo Raj Nair, a Ken Washington (vice presidente della Divisione Research and Advanced Engineering) e a Don Butler (direttore esecutivo della Divisione Connected Vehicles and Services) saranno presenti a una conferenza stampa, indetta da Ford, che potrà fare luce sulle indiscrezioni di queste ore.

Viene da domandarsi, qualora l'accordo sarà reso effettivo, se si tratterà di una partnership esclusiva. Secondo Yahoo Auto, tre fonti vicine alle trattative avrebbero annunciato che l'accordo Ford-Google darebbe vita a una joint venture giuridicamente autonoma da Ford: questo proteggerebbe la Casa auto da potenziali responsabilità; inoltre, la collaborazione Ford-Google non avrebbe carattere di esclusività, il che potrebbe portare i vertici Google alla negoziazione di accordi similari con altre Case auto. Appare chiaro che la joint venture tra Ford e Google rientrerebbe in pieno nelle recenti strategie tecnologiche tracciate da Mark Fields. Lo scorso gennaio, il massimo dirigente di Dearborn aveva lanciato un vasto programma tecnologico ("Ford Smart Mobility") finalizzato al reperimento di nuove competenze, per Ford, nel settore del car sharing e nuove opportunità di business connesse ai trasporti. Nascerebbe da qui la volontà (o la necessità) di collaborare con realtà già consolidate nei più avanzati campi tecnologici, non ultima l'informatica applicata agli impieghi automotive, come del resto lo stesso Mark Fields aveva dichiarato in una recente intervista rilasciata ad Automotive News. Inoltre, va considerata la capacità di innovare, anche sulla base di vastissime raccolte di dati, insita nelle attività dei colossi tecnologici di Silicon Valley - ed ecco Google! - che tornerebbero utilissime per monitorare il mercato e i desideri, da parte degli utenti, sul possesso o meno di un'autovettura nel futuro, e di quali tipi e con determinate caratteristiche.

Resta da vedere quale tipo di vettura sarà oggetto della partnership (come detto: a inizio gennaio se ne saprà di più): a Detroit imposteranno una vettura "ad hoc" per Google, oppure si tratterà della fornitura di uno specifico modello sul quale installare sensori, radar e computer necessari per la guida autonoma? In questi giorni, Ford ha annunciato un progetto relativo alla sperimentazione su strada - per il 2016 - di una serie di Ford Fusion Hybrid a guida autonoma, che saranno messe su strada in California per i test preliminari; mentre Ken Washingon ha dichiarato di recente che ci si aspetta l'arrivo delle vetture a guida autonoma entro i prossimi quattro anni.

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di Francesco Giorgi | 22 dicembre 2015

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