Guida autonoma: nel 2020 le auto andranno "da sole" in autostrada

Lo sviluppo della tecnologia Bosch in tema di guida autonoma: un impegno che cresce di pari passo con le esigenze del mercato.

Sensori di Parcheggio Bosch

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La guida autonoma non è mai stata così vicina. Le attuali tecnologie automotive, relative ai sistemi di ausilio alla guida, permettono alle Case auto e alle aziende di componentistica la formulazione di un primo, concreto traguardo, che viene fissato al 2020. Per quella data, le vetture saranno in grado di affrontare viaggi autostradali in modalità completamente automatica. Tuttavia, oltre all'affinamento delle tecnologie, tutto sta a superare qualche ostacolo normativo in questo senso.

Una conferma arriva in queste ore da Bosch, Gruppo leader nella fornitura mondiale di tecnologie e servizi automotive, e dalla sua Divisione Mobility Solutions, attiva in ricerca e sviluppo nei sistemi di iniezione per motori a combustione interna, mobilità e propulsioni alternative, sistemi di Sicurezza attiva e passiva, comfort e assistenza, informazione e comunicazione a bordo veicolo come car-to-car e Car2X e tecnologie, concept e servizi per l'aftermarket.

Allo stato attuale, comunica una nota che viene diffusa in queste ore, lo sviluppo dei sistemi di assistenza alla guida in Bosch viene seguito da circa 2.000 ingegneri, che si occupano di sviluppare sistemi di propulsione e trasmissione, freni e sterzo, sensori, dispositivi di navigazione e soluzioni di connettività interne ed esterne alla vettura; le più recenti tecnologie permettono già al conducente di essere aiutato nel cambiamento o nel mantenimento della corsia di marcia, oppure nella frenata prima di un ostacolo: si tratta, in sostanza, della base per arrivare, a breve - medio termine, alla guida autonoma "tout court". E lo sviluppo prosegue: oltre a questi sistemi, è di recentissima applicazione il sistema di assistenza Bosch in caso di ingorghi stradali. L'evoluzione delle tecnologie, anticipano i tecnici Bosch, porterà entro cinque anni a permettere alle nuove vetture di viaggiare in autostrada in modo completamente automatico, proprio come stanno facendo da un paio d'anni i prototipi Bosch (teatro dei test sono l'autostrada tedesca A81 e l'autostrada americana I280).

Dati alla mano, la ricerca di nuove soluzioni di ausilio alla guida, insieme alla fornitura di tecnologie e servizi alle Case auto, si sta rivelando redditizia anche dal punto di vista economico. La nota diffusa da Bosch comunica, in questo senso, che il fatturato del Gruppo in questo settore è in costante crescita: addirittura di un terzo ogni anno. L'anno scorso Bosch ha raggiunto il record di vendite di oltre 50 milioni di sensori ambientali per l'assistenza al guidatore. Il 2015 seguirà la tendenza 2014: le vendite dei sensori radar e video raddoppieranno ancora. Per quanto riguarda i sensori radar, ideali per l'impiego nei sistemi di regolazione della distanza e della velocità (Adaptive Cruise Control, ACC), Bosch è leader di mercato in tutto il mondo. Il prossimo anno prevede di raggiungere la produzione di 10 milioni di sensori radar. La previsione per il 2016, stima Dirk Hoheisel, membro del Board of Management di Bosch, è di arrivare a un fatturato di oltre un miliardo di euro.

E' necessario , avverte Bosch, che i concreti risultati nelle applicazioni di guida autonoma vadano in ogni caso di pari passo con adeguati e aggiornati strumenti legislativi: l'attuale convenzione di Vienna sul traffico stradale, risalente al 1968, appare ora piuttosto limitante siccome stabilisce che il conducente deve possedere il controllo costante della guida del veicolo. La guida autonoma, dunque, allo stato attuale andrebbe contro questa normativa. Per consentire l'applicazione dei sistemi "autonomous drive" senza andare contro alle indicazioni del legislatore, una serie di adeguamenti è in via di definizione (non soltanto in Germania), secondo i quali le funzioni di guida autonoma sarebbero consentite se il guidatore sia in grado di poterle controllare oin maniera attiva o, addirittura, disattivarle. 

 

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di Francesco Giorgi | 03 agosto 2015

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