Sicurezza stradale: un protocollo unico Europa – Usa

EuroNcap e Nhtsa spesso differiscono fra loro nella valutazione dei crash test. Occorre un obiettivo comune fra Europa e Usa.

Sicurezza stradale: un protocollo unico Europa - Usa

di Francesco Giorgi

23 dicembre 2013

EuroNcap e Nhtsa spesso differiscono fra loro nella valutazione dei crash test. Occorre un obiettivo comune fra Europa e Usa.

E’ più sicura un’auto prodotta in Europa o in Usa? La risposta potrebbe essere di sostanziale parità, siccome gli incidenti stradali avvengono al di qua e al di là dell’oceano, e gli enti di certificazione sul grado di protezione offerto dai veicoli (EuroNcap per l’Europa, Nhtsa per gli Usa) classificano le vetture in base ai crash test, e il rispettivo parere è vincolante per l’equipaggiamento da adottare. Tuttavia c’è di più, e riguarda un preciso obiettivo: la ricerca di standard equivalenti fra Europa e Usa per la certificazione della sicurezza negli autoveicoli. Una “identità di vedute” che, se dovesse essere attuata, permetterebbe alle Case auto di risparmiare risorse economiche in termini di adeguamento alle normative locali di sicurezza.

Tutto questo, indica una inchiesta svolta da Automotive News, riguarda l’incarico, affidato dai rappresentanti delle Case automobilistiche di Detroit ed europee – nello specifico: l'”Alliance”, l’American Automotive Policy Council, in rappresentanza di Ford, Chrysler e General Motors, e l’Associazione europea dei costruttori – all’Università del Michigan (Transportation Research Institute) e al Safer (un gruppo di ricerca svedese sulla sicurezza stradale) per individuare un campo in comune sul quale adeguare gli standard di sicurezza americani ed europei.

I ricercatori, nella differenza sulle rilevazioni per la sicurezza dei veicoli, hanno individuato una sorta di campanilismo, che porta i rappresentanti degli Enti americani ed europei ad accaparrarsi ciascuno la palma di “certificatori autentici”. L’obiettivo, qui, è dimostrare alle Case auto che gli standard possono differire in qualche dettaglio, ma la sostanza deve essere equivalente per tutti, in special modo riguardo all’intensità del traffico veicolare, alla velocità e ai tempi di guida: le variabili che, è stato indicato, possono influenzare gli incidenti stradali. In estrema sintesi, si potrebbero confrontare i tassi di mortalità in Europa e Usa dal rapporto fra numero di veicoli per regioni e km percorsi. Tenendo conto che un chilometro “americano” non è sempre uguale, per le caratteristiche indicate, a un chilometro “europeo”.

D’altro canto, gli stessi costruttori, che investono molto sullo sviluppo di piattaforme globali per aumentare la resa dei modelli in termini di produttività e attenzione ai costi (è, ad esempio, il caso di Ford Focus e Volkswagen Golf, tanto per indicare soltanto due fra le più popolari world car di ultima generazione), devono spesso procedere a degli adeguamenti parziali, per ciascun modello, in base al Paese di destinazione, per superare con successo i crash test nazionali e adeguarsi alle normative locali.

Da qui nasce lo studio commissionato all’Università del Michigan e all’istituto svedese Safer: a fine aprile – inizio maggio 2014, tutti i dati saranno raccolti; una relazione completa sulla “piattaforma in comune” fra le normative europee ed americane per la sicurezza dei veicoli è attesa per la fine del 2014.