Guidare col pensiero: con la sedia a rotelle di Toyota si può

Grosso passo in avanti nella ricerca dei laboratori Toyota, che sono riusciti a guidare una sedia a rotelle attraverso l’attività cerebrale

Guidare col pensiero: con la sedia a rotelle di Toyota si può

di Leopoldo Canetoli

15 luglio 2009

Grosso passo in avanti nella ricerca dei laboratori Toyota, che sono riusciti a guidare una sedia a rotelle attraverso l’attività cerebrale

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La Toyota, il colosso automobilistico giapponese che spazia in diversi settori della alta tecnologia, ha appena  realizzato il primo modello sperimentale di una sedia a rotelle completamente controllabile solo con il pensiero. La novità, se il prototipo sarà ingegnerizzato ed entrerà in produzione, potrebbe cambiare  notevolmente la vita delle persone disabili.

Per controllare la sedia le persone disabili dovranno portare un casco dotato di elettrodi capaci di captare e analizzare l’attività cerebrale e trasmettere ordini adeguati all’apparecchio. “Così – spiegano i ricercatori – se l’utilizzatore immagina una mano o un piede che si muovono, il sistema attiva la risposta corrispondente e la sedia cammina, torna indietro, gira su se stessa o curva a destra e a sinistra“.

Molti esperimenti sono stati già fatti. La Toyota assicura che dopo un semplice addestramento di tre ore al giorno per una settimana, il sistema è anche capace di adattare le risposte in funzione delle richieste dell’utilizzatore. Nei centri di ricerca giapponesi si sta lavorando alacremente su questo progetto che potrebbe ridare la mobilità a una categoria di disabili nelle peggiori condizioni.

L’azienda automobilistica, inoltre, indica al momento una precisione del 95% nel controllo “mentale” della sedia a rotelle. I ricercatori, comunque, stanno ancora lavorando all’apparecchio sperimentale, ma i risultati sono sin da ora molto promettenti, secondo l’azienda, che ha inserito su Youtube un video che mostra le prestazioni della speciale carrozzina.

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