Comandi touchscreen a bordo: vantaggi e svantaggi

Gli schermi touchscreen sono sempre più presenti a bordo delle vetture in sostituzione dei vecchi pulsanti fisici, ma si tratta davvero di progresso?

Tesla Model S su strada

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Gli schermi tattili e le azioni ad essi connesse sono ormai diventati una presenza costante nelle vite di tutti: dagli smartphone fino ai tablet, senza dimenticare gli altri elettrodomestici e perfino le automobili, la tecnologia touchscreen la fa sempre di più da padrona per qualsiasi tipo di oggetto elettronico. 

I pulsanti virtuali, cioè quei comandi riprodotti direttamente sullo schermo la cui attivazione è legata allo sfioramento della superficie, stanno sostituendo anche a bordo delle vetture i vecchi pulsanti fisici e le manopole che fino a ieri erano gli unici deputati a consentire l'interazione dei guidatori con i dispositivi multimediali di bordo. Si tratta di una tendenza in forte crescita, che però non ha mancato di generare qualche discussione e di generare alcuni problemi. 

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Negli USA in particolare si discute dell'aumento di soluzioni touchscreen sulle auto e un recente rapporto cerca di fare il punto della situazione. Un caso emblematico sembra essere quello del sistema Ford My Touch, una tecnologia che punta sull'interazione tattile per la gestione di numerose funzioni, partendo dal comparto audio per passare alla navigazione e alla comunicazione, senza dimenticare l'integrazione dei comandi del climatizzatore. 

Il sistema, tanto complesso quanto sofisticato, ha ricevuto un'accoglienza contrastante da parte del pubblico americano, con numerosi clienti che hanno lamentato la scarsa praticità della soluzione Ford, fino a costringere il costruttore a fare un parziale passo indietro rimettendo alcuni pulsanti fisici per la regolazione di alcune impostazioni di base. 

Sempre in America, la tendenza verso l'adozione di comandi virtuali ha visto un costante aumento negli ultimi tempi. Alcuni esempi menzionati più di frequente sono quelli delle Cadillac ATS e XTS, dove uno schermo touchscreen ha sostituito del tutto i tipici bottoni sistemati nella console centrale, di Honda, la cui Acura MDX "vanta" appena 9 pulsanti fisici rispetto ai 41 presenti nella versione precedente, e della Tesla Model S, la berlina elettrica che mette a disposizione del conducente e dei passeggeri uno schermo capacitivo grande 17 pollici da cui è possibile regolare ogni aspetto della vettura. 

I costruttori credono a tale tecnologia quindi, anche se nella realtà l'utilizzo quotidiano di questi sistemi è spesso problematico. Tra le difficoltà più evidenti ci sono alcuni ritardi nella risposta ai comandi impartiti, i blocchi software, qualche incertezza nello scorrimento dei menu e un'organizzazione degli stessi giudicata spesso un po' cervellotica e poco intuitiva, al punto da rischiare di far distrarre il conducente. 

I vantaggi sono invece da ricercare nella pulizia delle plance che, svuotate di buona parte dei pulsanti e delle manopole, appaiono più ordinate e consentono ai progettisti di spaziare maggiormente nella ricerca di soluzioni di design inedite. Altro punto a favore del touchscreen è la forte attrattiva che questi sistemi hanno sui clienti più giovani, i quali, essendo fin da piccoli abituati all'uso di smartphone, tablet e altri dispositivi simili, si dimostrano decisamente a loro agio in un ambiente in cui il contatto fisico con il pulsante è sempre più spesso un lontano e sbiadito ricordo. 

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di Giuseppe Cutrone | 08 agosto 2013

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