Pneumatici: 1 auto su 10 è a rischio sicurezza

Un’indagine Assogomma e Federpneus, in collaborazione con la Polizia Stradale, ha mostrato che troppi veicoli circolano con pneumatici non in regola.

Pneumatici: 1 auto su 10 è a rischio sicurezza

di Andrea Barbieri Carones

12 luglio 2011

Un’indagine Assogomma e Federpneus, in collaborazione con la Polizia Stradale, ha mostrato che troppi veicoli circolano con pneumatici non in regola.

Assogomma e Federpneus hanno reso noto l’indagine effettuata in collaborazione con la Polizia stradale su 6.500 vetture nei mesi di maggio e giugno nel Lazio, in Liguria e nella Sicilia nord-occidentale. In questo periodo, gli agenti hanno controllato lo stato dei pneumatici per verificare che fossero a norma. Il primo risultato emerso è che ben il 12,52% delle auto fermate non era in regola e presentava almeno una mancata conformità alla legge (usura del battistrada, danneggiamenti, errato gonfi aggio) e un altro 4% non aveva effettuato la revisione obbligatoria.

Queste due associazioni hanno iniziato da almeno 8 anni una serie di indagini condotte con la Polizia stradale, indagando sullo stato delle gomme di veicoli a 2 e a 4 ruote. Dopo questo lasso di tempo sono in grado di effettuare confronti con lo stato attuale: se nel biennio 2004-2005 i battistrada lisci erano intorno all’8-10% del totale controllato, oggi il trend si attesta sul 2,5%, segno che la prevenzione e i controlli aumentano la sicurezza di tutti. Sarà anche per questo che sono in costante calo i morti sulle strade italiane, visto che nel 2010, per la prima volta, si è sceso sotto quota 4.000 unità (3.998 per l’esattezza) con un notevole miglioramento nei mesi estivi di luglio e agosto, quando sulle strade sono decedute 100 persone in meno rispetto a un anno prima.

Negli ultimi mesi, tuttavia, si notano altri fenomeni preoccupanti: sono in aumento le auto che circolano con pneumatici danneggiati e quelli che lo fanno con gomme non omologate. “Queste – ha detto Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma – devono essere omologate da funzionari del ministero dei Trasporti. I controlli di polizia non bastano: servirebbero delle maggiori verifiche alle frontiere per impedire l’ingresso di pneumatici non in regola con le norme e pericolosi per la circolazione stradale”.

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