Pneumatici fuori uso: Ecopneus dà i numeri

Ammontano a ben 240.000 le tonnellate di pneumatici fuori uso raccolti nel 2012 da Ecopneus e recuperati per farne campi sportivi e strade.

Pneumatici fuori uso: Ecopneus dà i numeri

di Giuseppe Cutrone

12 febbraio 2013

Ammontano a ben 240.000 le tonnellate di pneumatici fuori uso raccolti nel 2012 da Ecopneus e recuperati per farne campi sportivi e strade.

Sono ben 240.000 le tonnellate di pneumatici fuori uso (PFU) raccolte e trattate da 77 imprese del settore nel corso del 2012: ad affermarlo sono i numeri diffusi dal consorzio Ecopneus per fare il punto sulla situazione del corretto smaltimento e re-impiego degli pneumatici una volta finito il loro ciclo di utilizzo.

In Italia sono 40 gli impianti che si occupano del trattamento, del riciclo e del recupero di questi componenti fondamentali per tutti i veicoli terrestri. Ecopneus gestisce ad oggi circa l’80% dell’intero volume di pneumatici riciclati, sottolineando che lo scorso anno si sono annotate anche 100.805 richieste di prelievo.

Il sistema per la raccolta e il recupero delle gomme usate sembra funzionare, tanto che, secondo il Direttore Generale di Ecopneus, Giovanni Corbetta, il prossimo obiettivo è quello di “arrivare in tempi brevi a un recupero totale dei PFU, contribuendo, al contempo, con attività di ricerca e di sperimentazione, a creare le condizioni idonee allo sviluppo in Italia di un moderno comparto industriale del riciclo di questi materiali”.

In totale nel 2012 sono stati rimossi 14.000 tonnellate di pneumatici fuori uso che giacevano abbandonati nei capannoni di aziende preposte al recupero di questi componenti ma nel frattempo fallite. Anche per questo il consorzio ha effettuato delle operazioni di prelievo “straordinario” presso i quattro siti di accumulo delle città di Ferrara, Oristano, Olbia e Buccino.

Il meccanismo che consente di recuperare la gomma delle coperture si rivela fondamentale per alimentare la produzione di superfici per gli usi più disparati, andando dai campi sportivi fino ad arrivare alla realizzazione di un efficiente asfalto stradale che si presenta più drenante, robusto e meno rumoroso al passaggio dei veicoli.