Pneumatici ricostruiti per le auto blu

Una norma della Legge Finanziaria del 2002 imponeva che almeno il 20% degli pneumatici dei veicoli degli enti pubblici fossero di quelli ricostruiti.

Pneumatici ricostruiti per le auto blu

di Andrea Barbieri Carones

28 ottobre 2011

Una norma della Legge Finanziaria del 2002 imponeva che almeno il 20% degli pneumatici dei veicoli degli enti pubblici fossero di quelli ricostruiti.

Una legge di una decina di anni fa potrebbe dare un piccolo contributo per migliorare i conti dello Stato e, soprattutto, evitare spiacevoli sprechi. Airp – l’associazione italiana ricostruttori di pneumatici – ha infatti sottolineato che nella legge Finanziaria del 2002 era previsto che lo Stato, gli enti locali, i gestori dei servizi pubblici e dei servizi di pubblica utilità, pubblici e privati, dovevano fare in modo che almeno il 20% degli pneumatici delle auto delle rispettive flotte fossero “ricostruiti“.

L’obiettivo della legge era duplice: da un lato pensare a una forma di risparmio e dall’altro di utilizzare prodotti meno inquinanti in quanto, appunto, ricostruiti e non fabbricati ex novo.

L’associazione, pertanto, esorta quei soggetti pubblici indicati nel testo della norma a osservare tale disposizione “anche perché – recita una nota ufficiale – il 20% degli pneumatici è una cifra contenuta e quindi facilmente raggiungibile”. Del resto – hanno fatto notare alcuni – spesso le flotte di autobus, auto o mezzi pesanti acquistano proprio pneumatici ricostruiti e conformi a ogni canone di sicurezza.

A dar forza a questa legge – se ce ne fosse bisogno – c’è anche una risoluzione approvata nel 2009 dalla Camera, che impegna il governo a rispettare lui stesso e a far rispettare tale limite percentuale innalzandolo addirittura al 50% per quanto riguarda le flotte delle amministrazioni pubbliche e di quelle dei gestori pubblici e privati di servizi pubblici o di pubblica utilità.