Jules Bianchi, papà Philippe rivela le sue condizioni

In una lunga intervista a Nice Matin, il padre di Jules Bianchi racconta i piccoli miglioramenti del figlio.

A distanza di sei mesi dal terribile incidente del GP del Giappone come sta Jules Bianchi? E' il padre Philipe, ancora una volta, a rivelare le sue condizioni in una intervista rilasciata a Nice-Matin, dove racconta dei piccoli miglioramenti del figlio ricoverato perso il Centro Universitario di Nizza.

"L'unica cosa che si può dire -racconta- è che Jules combatte con forza come ha sempre combattuto, prima e dopo l'incidente. Ogni giorno compie una maratona. Dal punto di vista medico le condizioni sono stabili, è abbastanza autonomo non ci sono problemi a carico degli organi che funzionano normalmente, senza aiuti esterni. Ma per il momento è sempre in coma, incosciente. Per questo tipo di trauma, sappiamo che l'evoluzione è moto lenta".

Cauto ottimismo dunque per la famiglia: "Rispetto a ciò che ci era stato detto dai professori giapponesi a Yokkaichi, che avevano parlato di lesioni irreversibili e di almeno un anno per provare un trasferimento, è come parlare del giorno e della notte". Jules, infatti, aveva ben reagito alle cure e per questo è stato trasferito a Nizza.

"Ora i medici dicono che non c'è alcun intervento specifico che si possa fare. -continua Philippe Bianchi- L'importante è stimolare Jules, affinché lui senta una presenza costante al suo fianco. Così, giorno dopo giorno gli stiamo accanto - sua madre, sua sorella, suo fratello e io. E anche la sua fidanzata tedesca, Gina, che vive qui". "Giorno dopo giorno, quando gli stiamo accanto, vediamo che cambiano piccole cose, in certi momenti è più attivo, si muove di più, stringe le nostre mani. È difficile sapere se sono semplicemente dei riflessi o una vera reazione".

In merito alle indagini svolte dalla FiA sull'incidente, il papà di Jules non nasconde la sua delusione: Si è trattato di un'indagine interna tra coloro che erano implicati nella vicenda. A riguardo non ho nulla di nuovo da dire. Se qualcuno è responsabile un giorno, dovrà pagare. Francamente io sono ancora troppo scosso per parlarne, preferisco focalizzare le mia energie su Jules".

 

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di Giovanni Mercadante | 14 aprile 2015

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