Francia, arrestato il “foratore seriale”: più di 6.000 pneumatici bucati in sei anni

Si chiama Gilles Sarrailh, ha 45 anni ed un passato difficile: è stato condannato a Bordeaux per avere forato, dal 2011 al 2017, migliaia di gomme delle auto in sosta.

Francia, arrestato il “foratore seriale”: più di 6.000 pneumatici bucati in sei anni

di Francesco Giorgi

22 maggio 2018

Circa 350.000 euro di danni materiali per esserla presa, in sei anni, con gli pneumatici di oltre 6.000 automobili, tanto da essersi guadagnato nella comunità locale il soprannome di “poinçonneur en série” (foratore seriale). E se si conteggia quanto sia costato alla società il lungo procedimento di indagini, controllo e sorveglianza, si potrebbe arrivare a milioni di euro.

Ecco, in “aride cifre”, l’ammontare – stimato – delle “attività” del 45enne Gilles Sarrailh, da tempo noto nelle cronache del dipartimento francese della Gironda per un singolare quanto fastidioso (per le altrui proprietà) vizio: avere bucato, sistematicamente, ogni notte, gli pneumatici a centinaia e centinaia di auto in sosta. L’uomo – disoccupato, con una vita familiare difficile alle spalle, in cura per epilessia e che sopravvive con un assegno di invalidità psichica -, arrestato lo scorso settembre a Bordeaux, è stato nelle scorse ore condannato dal tribunale penale a 18 mesi: 12 li trascorrerà in carcere, i restanti 6 in libertà vigilata.

Su di lui pendeva un capo di accusa quanto mai seccante per la cittadinanza di Bordeaux: dal 2001 al 2017, Sarrailh ha sfogato i propri stati d’animo – una bizzarra forma di protesta contro la società – sugli pneumatici dei veicoli parcheggiati per la strada. Secondo la ricostruzione effettuata dalla polizia bordolese, dopo più di due anni di indagini, il 45enne svolgeva la propria “attività” di killer delle gomme soprattutto fra le 2 e le 5 del mattino, con l’aiuto di un punteruolo – modalità che lascia sgonfiare lo pneumatico più lentamente – il più delle volte sulle ruote lato marciapiede, cioè quelle più “nascoste”. A stupire gli inquirenti sarebbero state anche le metodiche modalità di esecuzione dei suoi piani di “nemico delle gomme e della società”: Sairrailh, infatti, era solito annotare con scrupolo, su di un taccuino, i propri “piani di azione”, e dopo avere suddiviso le aree urbane nelle quali colpire in zone precise. Tale pianificazione, ha sostenuto l’accusa, gli avrebbe permesso di colpire in media da 30 a 70 volte per notte.

Al momento della pronuncia della sentenza, nell’aula del tribunale penale di Bordeaux erano presenti numerose decine di “vittime” di Gilles Sarrailh, le quali – ovviamente costituitesi parte civile – chiedevano che venisse loro accordato un risarcimento per i danni subiti (alcuni sarebbero stati colpiti più volte). Ciò ha richiesto l’apertura di un secondo fascicolo da parte dei magistrati.

In merito all’accusa di “foratore seriale”, Sarrailh avrebbe cercato di difendersi, richiamando i presenti a riflettere sull’attuale società: “Neigli anni in cui sono stato abusato e maltrattato, lo Stato non ha fatto alcunché; la gente non capisce, perciò dei ‘mostri’ rimangono liberi. Ho fatto delle sciocchezze per richiamare l’attenzione e farmi ascoltare”. Un tentativo di autodifesa che, tuttavia, non è stato ritenuto sufficiente per sperare in una assoluzione.