Volvo: produzione cinese adeguata agli standard di qualità europei

Non è più tempo di timori: la bontà di esecuzione della lineup Volvo affidata agli stabilimenti Geely è complessivamente elevata. Anche, in proporzione, più di quella europea.

Volvo: produzione cinese adeguata agli standard di qualità europei

Tutto su: Volvo

di Francesco Giorgi

15 maggio 2018

Il prodotto cinese serio competitor di quello europeo dal punto di vista della qualità? Secondo il vicepresidente Volvo Cars, Robin Page, le cose stano così. O meglio: ci si trova all’inizio di un cambio di rotta che potrebbe rivelarsi epocale. L’indicazione del manager di Goteborg, in cui riveste anche il ruolo di responsabile della Divisione Design, è stata raccolta dai taccuini del magazine australiano Go Auto.

Più nello specifico, e in riferimento al recente trasferimento di una parte della produzione Volvo in Cina, Page ammette che – seppure in un primo momento poteva apparire “coraggiosa” la scelta di decentrare alcune linee di montaggio nella “Terra di Mezzo”: una strategia peraltro seguita da altri big player del comparto automotive -, le linee di montaggio Geely (ricordiamo che Volvo è entrata nel 2010 nell’orbita della holding cinese), da dove “esce” Volvo S90, sarebbero attualmente all’altezza della produzione europea. Tanto che, dopo l’esportazione di Volvo S60 a passo lungo avviata nel 2014, la citata S90 destinata all’Europa sarebbe effettivamente “made in China”.

La questione su cui Robin Page punta i riflettori è quella relativa alla qualità e all’accuratezza di esecuzione dei processi produttivi dell’autoveicolo: un punto fermo da sempre ai primi posti nella mission Volvo. Ebbene, dopo iniziali perplessità, ci si sarebbe resi conto che, a conti fatti, “La qualità delle auto è, in effetti, migliore in Cina di quanto non lo siano in Europa”. E questo, agli occhi del comparto auto internazionale, sarebbe una concreta testimonianza che i tempi stanno cambiando.

La dichiarazione del vicepresidente Volvo pubblicata su Go Auto si riferisce ad una “ricetta” vincente: gli stabilimenti Geely, a differenza di altre linee di assemblaggio, possiederebbero due importanti punti a proprio favore: meno automazione (dunque più apporto umano, che deriva anche da una maggiore forza lavoro in termini assoluti) e tolleranze di esecuzione più rigide. Complessivamente, in ogni caso, la differenza qualitativa non è marcata fra prodotto cinese e quello assemblato da altre parti; tuttavia, questo potrebbe rassicurare i “piani alti” di Goteborg, che in un primo momento esprimevano un certo timore sulla qualità delle auto prodotte in Cina.