Peter Sauber: “Alfa Romeo è importante per il team, ma è soltanto lo sponsor”

Intervistato dal quotidiano Neuer Zurcher Zeitung, il fondatore del team di Hinwil si augura che il nome Sauber torni a nuova competitività: ben venga, a questo proposito, la partnership di sponsor con Alfa. Ma il team va considerato svizzero.

Peter Sauber: “Alfa Romeo è importante per il team, ma è soltanto lo sponsor”

di Francesco Giorgi

10 gennaio 2018

Di fatto “fuori dai giochi” della F1, conseguenza della vendita – nell’estate del 2016 – alla holding finanziaria Longbow Finance SA della struttura da lui fondata all’inizio degli anni 70 e presente nella massima Formula dal 1993, il 74enne Peter Sauber, nel “buen retiro” di Hinwil dal quale dichiara di seguire con un certo distacco l’attuale F1 (“Sono felice di non essere più coinvolto in prima persona, dopo tanti anni di impegno assoluto: non è poi stato troppo difficile andarmene dal paddock, le ultime stagioni sono state piuttosto… intense”), si dichiara “Lieto” della partnership di immagine del Team Sauber con Alfa Romeo, che gli appassionati vedranno in azione il prossimo 25 marzo in occasione del via a Melbourne della stagone 2018.

L’agreement fra l’attuale proprietà del team Sauber ed FCA, arrivata un po’ a sorpresa nelle scorse settimane, oltre a far discutere i tifosi, costituisce motivo di riflessione anche da parte del fondatore della struttura svizzera.

Peter Sauber, intervistato dal quotidiano Neuer Zurcher Zeitung, dichiara soddisfazione dall’annuncio della sponsorizzazione Alfa Romeo alle nuove monoposto Sauber (da ciò, cambierà anche la denominazione della scuderia, che ora ha assunto il nome Alfa Romeo – Sauber F1 Team), anche nell’ottica di una nuova competitività dopo una stagione agonistica vissuta a tinte opache.

Tuttavia, tiene a sottolineare Peter Sauber con dichiarato spirito patriottico, è importante continuare a considerare la struttura come realtà elvetica: Sauber è, ad oggi, l’unico team rossocrociato ad avere calcato i campi di gara della F1 dopo i tentativi del ticinese (ma “emigrato” a Novara) Guglielmo Bellasi all’inizio degli anni 70, un progetto all’epoca condotto in tandem con l’indimenticato connazionale Silvio Moser. A questo proposito, Peter Sauber dichiara ai taccuini del quotidiano zurighese che “A cambiare non è la proprietà: sono soltanto i ‘colori’ del team: Sauber resta svizzera; Alfa Romeo interviene a titolo di sponsor principale”. Lo sottolinea, il 74enne manager di oltralpe, facendo un distinguo sulla percezione dell’identità del team da lui fondato, in base alla nazionalità dei tifosi: “Può essere che in Italia la scuderia venga identificata come Alfa Romeo, e lo comprendo ed è un bene perché Alfa Romeo è sinonimo di competizioni e passione. Tuttavia, non credo che il nome Sauber sia destinato a passare in secondo piano. Al contrario, secondo me la presenza Alfa Romeo nella ‘ragione sociale’ e sulla griglia di partenza, così come nei colori delle monoposto, rappresenta un valore aggiunto alla passione che ha animato per più di quarant’anni, e per ventiquattro stagioni in F1, il team Sauber”.

L’accostamento del “rosso Alfa” ai colori della scuderia è, per Peter Sauber, “Un colpo di fortuna: sono lieto che il progetto sia stato portato avanti da Sergio Marchionne, un top manager di grande successo nel comparto automotive”. Quanto al futuro del team, Peter Sauber non ha dubbi: “Non è bello vedere le monoposto svizzere in fondo alla classifica: dovrebbero essere per lo meno a metà degli schieramenti e dei piazzamenti. La Sauber è, dopo Ferrari, McLaren e Williams, la quarta scuderia più ‘anziana’ fra quelle presenti nell’attuale F1. Ma avere portato avanti per quasi un quarto di secolo un intero team in F1 interamente elvetico è stato molto difficile, soprattutto nelle ultime stagioni; oggi sarebbe una missione impossibile”.