Lo strano caso del Kalashnikov d’oro dimenticato in un taxi

Fu reale amnesia o un gesto premeditato? Un paio d’anni fa, fece scalpore la notizia di un passeggero di un taxi di San Pietroburgo, che al termine della corsa non riprese con se l’AK47 placcato oro messo nel bagagliaio della vettura.

Lo strano caso del Kalashnikov d’oro dimenticato in un taxi

di Francesco Giorgi

18 dicembre 2017

La notizia di queste ore relativa allo sviluppo di una inedita moto da enduro elettrica da parte dell’azienda russa produttrice del (tristemente) noto AK47, che farebbe entrare il marchio Kalashnikov nel ristretto “club” di Gruppi industriali in origine produttori di armi che, nel tempo, hanno diversificato la propria attività in altri ambiti (fra gli esempi più noti, per altro molto lontani nel tempo, ci sono Skoda e BSA), riporta alla memoria un clamoroso episodio che avvenne un paio di anni fa.

Ci si riferisce, nello specifico, allo scalpore che suscitò l’annuncio di un tassista di San Pietroburgo, desideroso di riconsegnare al legittimo proprietario un “gingillo” facilmente dimenticabile da chiunque. Si scherza, ovviamente: non è da tutti lasciare nel bagagliaio di un taxi un AK47, appunto il fucile mitragliatore Kalashnikov più celebre al mondo. Figurarsi, poi, se l’oggetto in questione è placcato in oro.

D’accordo: l’anonimo (e ci mancherebbe!) passeggero del taxi rivelò, fino a prova contraria, una certa predisposizione alla smemoratezza. Tuttavia, sarebbe interessante conoscere l’esito di questo singolarissimo “Chi l’ha visto?”, che potrebbe per l’occasione tradursi in un… “Chi l’ha perso?”.