Rimappare la centralina: più potenza, ma è legale?

L’operazione di riprogrammazione della centralina è una modifica che aumenta la potenza, ma deve essere fatta in modo legale.

Rimappare la centralina: più potenza, ma è legale?

di Andrea Tomelleri

27 gennaio 2017

L’operazione di riprogrammazione della centralina è una modifica che aumenta la potenza, ma deve essere fatta in modo legale.

Una delle modifiche più diffuse in assoluto nel mondo delle elaborazioni è la rimappatura della centralina del motore. Si tratta del modo più semplice per migliorare le prestazioni della propria auto, perché non coinvolge parti meccaniche. La riprogrammazione consiste nella modifica del software di gestione del motore: è una operazione non esente da rischi, di natura meccanica per il veicolo, ma soprattutto di natura legale per la legislazione italiana.

Rimappare la centralina: più potenza e coppia

Ma perché riprogrammare la centralina del proprio motore? Per rispondere bisogna innanzitutto sapere che i motori di serie vengono progettati dalla Casa costruttrice come prodotti globali, cioè pensati per essere venduti ed utilizzati in molti mercati diversi. Il propulsore è predisposto per rispondere a compromessi che tengano conto delle condizioni di esercizio nei vari Paesi (ad esempio diverse qualità di carburante o temperature ambientali) e delle normative anti-inquinamento differenti. Il risultato è una gestione non ottimale del potenziale del motore, che risulta in qualche modo “strozzato” nell’erogazione. La rimappatura della Ecu permette di adattare il motore alle esigenze del proprietario, tenendo conto delle specifiche condizioni di utilizzo.

L’operazione aumenta la coppia e la potenza massima dell’auto, migliora l’elasticità del motore, la risposta dell’acceleratore, la ripresa e la fluidità di erogazione. Questo risultato viene ottenuto senza toccare la meccanica del motore e l’hardware, ma semplicemente riprogrammando parametri come tempi di iniezione e anticipi, nonché cercando di ottenere una curva di erogazione più favorevole di quella originale. L’operazione, che normalmente può richiedere poche ore o al massimo una giornata di lavoro, viene eseguita da un tecnico specializzato attraverso la presa diagnosi OBD utilizzando un computer e un software specifico. Per verificare la qualità dell’intervento eseguito è possibile testare su [glossario:banco] a rulli i parametri prima e dopo la modifica.

Fino al 25% di potenza in più, ma anche consumi ridotti

Quanto è possibile guadagnare? Nella maggior parte dei casi, con propulsori in buone condizioni, è possibile incrementare la potenza fino a circa il 15%, che può arrivare fino al 25% con motori sovralimentati. Di solito chi effettua questa modifica cerca un maggior piacere di guida, ma la rimappatura può essere fatta anche per ottenere una riduzione dei consumi di carburante. Al di là delle promesse fatte dagli elaboratori, è effettivamente possibile ridurre i consumi all’interno di un range di giri limitato, in particolare ai bassi regimi, in cui verrà aumentata la coppia erogata. Dal momento che la medesima coppia viene erogata ad un numero di giri inferiore rispetto all’originale, il motore funzionerà maggiormente a regimi medio-bassi, riducendo i consumi. Se però l’intento è solo quello di diminuire il consumo bisogna tenere conto del chilometraggio annuo della vettura, che dovrà essere molto elevato per ammortizzare il costo dell’intervento e della regolarizzazione con la motorizzazione.

Gli svantaggi per la meccanica

Quali sono i rischi per il motore? Riprogrammare la Ecu per ottenere migliori prestazioni comporta inevitabilmente uno stress aggiuntivo per gli organi meccanici. Se l’intervento viene fatto in modo da rimanere al di sotto dei parametri massimi di progettazione e rispettare la soglia di resistenza meccanica dichiarata dalle Case produttrici, l’incremento di stress meccanico non influisce eccessivamente sul funzionamento del motore. Nel caso di elaborazioni più spinte è bene essere consapevoli dei rischi, che ricadono direttamente sull’affidabilità e sulla durabilità del motore nel tempo. Un altro rischio è quello di danneggiamento o blocco della centralina durante l’operazione di riprogrammazione, motivo per cui è bene rivolgersi a tecnici qualificati.

Come modificare l’auto in modo legale

Ma è una modifica legale? Dal punto di vista legale, in Italia la legislazione non è particolarmente favorevole alle modifiche sui veicoli. Un motore “ritoccato” che esce dai parametri di omologazione deve essere sottoposto ad una nuova omologazione del Ministero dei Trasporti, perché il veicolo non rispetta più i limiti di velocità riportati sul libretto di circolazione e potrebbe sforare i parametri di inquinamento di legge. Quindi è necessario ripresentare la vettura modificata alla motorizzazione per poter circolare in modo legale. In caso contrario la modifica è considerata illegale per la legge italiana. Le sanzioni vanno dalla multa al sequestro del mezzo e, cosa da non sottovalutare, in caso di incidente potrebbe scattare il diritto di rivalsa dell’assicurazione. Ma non solo, aumentando la potenza senza autorizzazione del Ministero dei Trasporti si evade sulla tassa del bollo, che è calcolata sulla potenza originaria.

Quanto costa

I costi di un’operazione di riprogrammazione oscillano tra i 300 e i 500 euro, a cui è necessario aggiungere le spese amministrative per l’omologazione. E’ bene accertarsi che l’intervento venga fatto da personale qualificato e nel pieno rispetto della legalità.