Alfa Romeo 164 Pro-Car: la berlina da 350 km/h

Riscopriamo la storia di un incredibile prototipo che sembra una normale Alfa 164, ma nasconde una meccanica da F1.

Alfa Romeo 164 Pro-Car: la berlina da 350 km/h

di Andrea Tomelleri

11 novembre 2016

Riscopriamo la storia di un incredibile prototipo che sembra una normale Alfa 164, ma nasconde una meccanica da F1.

Mai fidarsi delle apparenze. Può sembrare una comune Alfa Romeo 164, ma nasconde in realtà una meccanica da monoposto di F1. E’ la Alfa 164 Pro-Car, un prototipo sviluppato dalla Casa del Biscione alla fine degli anni Ottanta, che avrebbe dovuto partecipare ad un inedito campionato, il Production Car. L’idea – che veniva da un Bernie Ecclestone in rampante ascesa nel Circus – era quella di far gareggiare vetture con meccanica di Formula 1 “vestite” da auto di produzione, capaci di attirare l’interesse del grande pubblico. Diciamo subito che il campionato Pro-Car, a causa dei costi di sviluppo simili a quelli della F1, non ebbe seguito da parte dei costruttori, e l’unico prototipo creato per quel campionato è proprio la 164 di cui stiamo parlando.

A parte la silhouette della carrozzeria, la 164 Pro-Car non a nulla a che vedere con la berlina di serie. Il prototipo si basava su un telaio monoscocca in kevlar con tubolari in alluminio per il massimo risparmio di peso. Le sospensioni, sia anteriori che posteriori, erano di tipo “push rod” a doppi quadrilateri deformabili, mentre il fondo piatto consentiva di generare una elevatissima [glossario:deportanza] anche senza l’uso eccessivo di alettoni e [glossario:spoiler] (solo uno di piccole dimensioni sulla coda). Con questi accorgimenti questa speciale 164 raggiungeva la velocità di 350 km/h e accelerava da 0 a 100 km/h in appena 2,1 secondi.

Il “cuore” di questo progetto era un motore aspirato V10, sviluppato dalla scuderia Alfa di F1 in vista della dismissione del turbo nella massima serie. Con una cilindrata di 3,5 litri e un angolo tra le bancate di 72°, il propulsore (sigla V1035) erogava circa 620 CV a 13.000 giri e 383 Nm di coppia a 9.500 giri. A seguito dell’acquisto del Biscione da parte di Fiat nel 1986 e della conseguente uscita di Alfa dal Circus, questo propulsore non approdò mai alle competizioni. Dal momento che era già stato prodotto in una manciata di unità, la 164 Pro-Car era l’auto giusta per riutilizzarlo. Un “riciclo” che diede vita ad una delle auto più incredibili mai sviluppate. Questa Alfa 164 “monster” fece un’unica apparizione ufficiale, in occasione del Gran Premio di Monza del 1988, quando sul celebre rettilineo fu portata a velocità folli suscitando l’incredulità dei presenti. Da allora non se ne seppe più nulla, e la 164 Pro-Car rimase un esperimento unico, quanto affascinante.