EmDrive: motore del presente o del futuro?

Qualcuno lo vuole già su aerei e navi, altri lo sognano su automobili sempre più veloci. Intanto si potrebbe andare su Marte in 70 giorni.

EmDrive: motore del presente o del futuro?

di Redazione

26 settembre 2016

Qualcuno lo vuole già su aerei e navi, altri lo sognano su automobili sempre più veloci. Intanto si potrebbe andare su Marte in 70 giorni.

La notizia va trattata con i guanti bianchi e in punta di piedi; noi la riportiamo perché innanzitutto si parla di motori, poi perché trova addirittura fondamento in un interessamento particolare dell’AIAA (American Institute of Aeronautics and Astronautics).

Il propulsore in questione si chiama “EmDrive” e orbita intorno le pagine della cronaca da un po’ di tempo, da quando il suo inventore, Roger Shawyer, dichiarò che la sua “trovata” potrebbe portarci su Marte in circa 70 giorni.

Così l’AIAA ha deciso di visionare e testare l’EmDrive e ha annunciato che nel mese di dicembre pubblicherà i risultati sulla propria rivista. La cosa più interessante è che Shawyer è già proiettato in uno sviluppo dell’EmDrive, sicuro che il suo impiego potrà giovare anche ad attuali mezzi di trasporto, come ad esempio aerei e navi: “non c’è nulla di nuovo nel mio motore, tutta la teoria necessaria a spiegarlo è nota da decenni. Il prossimo EmDrive darà spinte 1000 volte superiore al precedente: a quel punto potremo applicare questa propulsione a ogni oggetto che si muove, dagli aerei alle navi”.

Come funziona l’EmDrive? Il sistema di propulsione EmDrive sfrutta il movimento di fotoni (particelle di energia), innescato da un generatore elettrico, all’interno di un serbatoio a forma di campana. Rimbalzando nella campana, i fotoni generano una spinta sufficiente a far muovere il dispositivo. Ai fautori del “non funziona” poiché non c’è azione e reazione, come nei razzi convenzionali, Roger Shawyer ha spiegato che la dinamicità del fenomeno non va cercata nella meccanica tradizionale, ma in quella che si origina a velocità relativistiche, perché i fotoni si muovono alla velocità della luce.

Dunque, l’enigma è: motore del presente o del futuro? Riusciremo a vederlo in azione o solo i posteri avranno modo di guidare forte alla velocità della luce? Il prossimo appuntamento è a dicembre con i risultati del test condotto dall’AIAA.