Quando la Formula 1 diventa una favola

Sono trascorsi 20 anni dalla gara di Montecarlo ‘96, ma la storia non cancella mai le imprese impossibili dei piloti del Circus più bello del Mondo!

Era il 19 maggio del 1996 quando Olivier Panis si ritrovò improvvisamente nei libri che raccontano la storia della Formula 1, non come un semplice pilota, ma come un eroe travestito con casco, tuta, scarpette e guanti ignifughi, capace di vincere compiendo l'impresa. A Montecarlo c'era un tempo strano, brutto e altrettanto particolare fu la gara, ma la sua Ligier motorizzata Mugen Honda, quel giorno sembrava andare su dei binari sicuri e veloci.

Quell'anno la favorita era la Williams di Damon Hill e Jacques Villeneuve, che aveva "cannibalizzato" letteralmente tutti gli appuntamenti prima di Montecarlo, quindi, aveva vinto tutte le prime cinque gare. Il 1996 era anche l'anno di Michael Schumacher in Ferrari, il primo, e proprio a Montecarlo aveva fatto siglare la sua seconda pole position annuale, mentre Panis dovette accontentarsi di un pessimo 14° tempo davanti al compagno di squadra Pedro Diniz, simpatico brasiliano col cuore da corsa, ma poco talentuoso.

La domenica portò aria nuova, oltre alla pioggia. In queste condizioni il francese della Ligier sembrava volare e già nel warm up mattutino si mise davanti a tutti. Prima della gara l'asfalto era bagnatissimo, anche se la pioggia non scendeva più sul circuito cittadino: seppur tutti con gomme da bagnato, la partenza fu letale a Jos Verstappen, Pedro Lamy e Giancarlo Fisichella. Il primo giro fu maledetto anche per Rubens Barrichello con la Jordan e, soprattutto, per il campione Schumacher, fermo contro le barriere.

Damon Hill, primo, vola via e si mette dietro le due Benetton di Alesi e Berger, quarta la Ferrari di Irvine. Panis al 25° giro è già settimo, dopo una serie di sorpassi e approfittando di alcuni ritiri e incidenti; al 30° giro è addirittura quarto dopo un pit-stop ritardato da parte del pilota scozzese della McLaren David Coulthard. Il gran premio di Montecarlo sembra sorridergli: Panis corre veloce, agguanta Irvine e con un sorpasso coraggioso e molto al limite lo costringe fuori traiettoria. È secondo dietro a Jean Alesi, che è primo dopo il ritiro di Hill.

La favola si materializza al 60° giro: Alesi rompe una sospensione e Panis passa al primo posto, difendendosi con le unghie fino alla fine dagli attacchi di un Coulthard scatenato e intelligente nella sua condotta di gara. Il francese della Ligier vince così una gara memorabile, pensate un po'...taglieranno il traguardo solo 4 monoposto e la bandiera a scacchi sventolerà al vincitore perché la gara superò le due ore di adrenalina pura.

 

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di Francesco Parente | 01 luglio 2016

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