Bollo auto, quando non pagarlo?

Attenzione al passaggio di proprietà, ecco perché

Può capitare che l'erario continui ad inviare richieste per il pagamento del bollo al venditore di una auto di seconda mano. Ciò accade, nella stragrande maggioranza dei casi, perché l'acquirente non ha formalizzato il passaggio di proprietà presso il Pubblico Registro Automobilistico entro i 60 giorni dall'acquisto, così come previsto dalla legge.

Così come chiarisce il sito laleggepertutti.it, in questo caso il venditore non è tenuto a corrispondere al fisco l'importo del bollo auto. A pagare la tassa, infatti, dovrà comunque essere il nuovo proprietario.

In caso di contenzioso, basterà mostrare al giudice l'avvenuta cessione ed ottenere quindi lo sgravio.

Quando, successivamente all'avvenuta cessione del veicolo, l'acquirente non ha formalizzato il passaggio di proprietà al Pra entro i termini previsti, il venditore può dichiarare la perdita di possesso del mezzo in due modi:

- Presentare al Pra l'atto di vendita del veicolo o, in caso di passaggio di proprietà al Comune, copia della carta di circolazione con firme autenticate di acquirente e venditore.

- Rivalersi presso il Giudice di Pace

A volte può capitare che il bollo venga spedito al venditore, nonostante l'acquirente abbia presentato al Pra tutti i documenti nei tempi idonei. In questo caso siamo di fronte ad un errore degli uffici. Per ottenere lo sgravio bisognerà dimostrare l'avvenuta compravendita tramite la presentazione dei vari documenti presso l'ente proposto.

 

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di Giuseppe Catino | 21 aprile 2016

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