Siamo davvero pronti per abbandonare la benzina?

Qualche considerazione sulle concrete possibilità di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili grazie alla mobilità elettrica.

La mobilità eco-compatibile è una realtà in forte espansione. Se ne parla da tempo, ma negli ultimi anni c'è stata una prima importante svolta: molti costruttori hanno sviluppato e portato in produzione auto 100% elettriche. La Nissan Leaf è il modello elettrico di maggior successo: lanciata nel 2011, ha venduto oltre 180.000 unità in tutto il mondo. Nelle ultime settimane Tesla, con l'incredibile numero di prenotazioni della nuova Model 3, ha dimostrato che esiste una forte domanda a livello globale per le vetture elettriche, purché posizionate ad un prezzo accessibile.

Al di là delle mode del momento, il vantaggio principale di un'auto elettrica è che consente una mobilità slegata dagli idrocarburi, con i benefici ambientali ed economici che ne conseguono. Che ci piaccia o meno, attualmente i combustibili fossili sono la principale fonte energetica su scala globale. Dall'auto che usiamo per andare al lavoro, al prodotto sul Banco del supermercato (trasportato su gomma), dal volo low cost fino alla bottiglia di plastica sulle nostre tavole, tutto è indirettamente connesso con la raffinazione dell'oro nero. Una vera dipendenza, che pervade in profondità la nostra economia e le nostre abitudini di consumo. In questo contesto, le auto private e il trasporto su gomma sono responsabili solo di una parte, pur rilevante, del problema: rappresentano solo una fetta nella torta del consumo planetario di combustibile fossile. Il trasporto aereo, quello navale, il riscaldamento domestico e le centrali termoelettriche, ad esempio, costituiscono altre "fette" della medesima torta.

La mobilità elettrica su larga scala, quindi, non risolverebbe alla radice la dipendenza dal petrolio, perché questa coinvolge anche altri settori della nostra economia. Sicuramente offrirebbe il vantaggio di ridurre in parte tale dipendenza e, in più, di eliminare le emissioni di Particolato nelle nostre città. Un beneficio, quest'ultimo, non di poco conto, perché un minore inquinamento in aree localizzate e un'aria più pulita migliorano la qualità della vita dei cittadini.

Inoltre, in pochi ne parlano, ma la mobilità elettrica a larga diffusione porterebbe inevitabilmente ad un aumento dei consumi di energia elettrica, uno scenario che richiederebbe al Paese un'infrastruttura adeguata per soddisfare l'aumento della domanda energetica. A questo si aggiunge la questione che riguarda il modo in cui l'energia viene prodotta: perché se si utilizzano fonti fossili il problema della dipendenza si ripropone in tutta la sua pervasività.

Oltre agli interrogativi già citati ci sono il problema delle infrastrutture di ricarica, che dovrebbero sostituire le attuali stazioni di servizio, l'autonomia delle batterie ancora troppo limitata, e il prezzo di acquisto delle auto elettriche molto elevato. C'è infine un altro ostacolo alla diffusione della mobilità elettrica: la scarsa propensione al cambiamento di mentalità da parte dei cittadini. Non si tratta solo di cambiare alimentazione della propria auto, ma di modificare le proprie abitudini e il proprio modo di essere automobilisti. Siamo pronti a realizzare questo cambiamento?

Abbandonare quindi la benzina a favore della mobilità elettrica non è facile nel breve termine, ma resta un obiettivo per il futuro. Pur sapendo che non sarà la soluzione a tutti i problemi...

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di Andrea Tomelleri | 19 aprile 2016

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