Cambio manuale o automatico: quale è meglio?

Tra vantaggi e svantaggi, la scelta tra cambio manuale e cambio automatico divide gli automobilisti.

Manuale o automatico? Da quando è iniziata la diffusione del cambio automatico, a partire dagli anni '40, gli automobilisti in tutto il mondo sono divisi su quale sia la trasmissione migliore per un'auto. Il dibattito è particolarmente acceso in Paesi dalla forte tradizione motoristica e sportiva come l'Italia e la Gran Bretagna, dove il cambio manuale trova il maggior numero di sostenitori.

Perché il cambio manuale?

Il cambio manuale è la scelta preferita dai puristi della guida. Trasmette un maggior senso di controllo sul mezzo, perché il guidatore gestisce tutte le fasi della cambiata e "sente" maggiormente la macchina. Il cambio manuale coinvolge di più, conferendo un maggior piacere di guida. E' la scelta preferita dai piloti della vecchia scuola e dagli amanti della meccanica.

Ma oltre alla questione legata alla passione, ci sono anche delle motivazioni pratiche. Il manuale è più economico sia all'acquisto (mediamente almeno 1.000 euro di risparmio) che nella manutenzione. Inoltre, il cambio manuale consente una migliore riduzione dei consumi, grazie alla maggiore efficienza della frizione rispetto al convertitore di coppia (sebbene gli automatici di ultima generazione siano diventati più efficienti). Questo vantaggio sui nuovi modelli viene ulteriormente ottimizzato con l'indicatore della cambiata consigliata, che suggerisce il momento ideale per cambiare marcia, evitando di salire di giri.

Perché il cambio automatico?

Il cambio automatico nasce per garantire un maggior comfort, sollevando il guidatore dall'onere di cambiare marcia in base alla velocità. Ovviamente raggiunge perfettamente il suo scopo e il comfort di guida è effettivamente il vantaggio principale di questa trasmissione: è più rilassante soprattutto in città dove, a differenza del manuale, le accelerazioni e le frenate continue non rischiano mai di infiammare il ginocchio sinistro del guidatore. Un altro vantaggio è la facilità di utilizzo, perché basta solo accelerare e frenare, dimenticandosi completamente la frizione. Se disponibile, con la modalità sequenziale - spesso gli automatici sono abbinati alle levette dietro al volante, i cosiddetti "paddle" - alla comodità di inserire le marce si abbina anche il divertimento di "sparare" i rapporti in successione.

C'è poi una maggior sicurezza, perché il conducente non deve mai staccare le mani dal volante per cambiare marcia, concentrandosi sulla guida. Questo è un vantaggio anche in pista, dove infatti l'automatico-sequenziale ha quasi totalmente rimpiazzato il manuale. In particolare l'ultima evoluzione dell'automatico, il "doppia frizione", è progettato anche per un utilizzo sportivo con cambiate velocissime: i tempi di inserimento vengono ridotti a frazioni di secondo, un risultato impossibile da raggiungere con il manuale. A questo proposito, di recente si è schierato a favore dell'automatico anche Jeremy Clarkson con un'affermazione degna del suo stile: "preferire il cambio manuale è da pazzi". Gli automatici a doppia frizione di ultima generazione rappresentano il futuro anche perché con un elevato numero di rapporti (fino a nove) consentono di ottimizzare i consumi, riducendo uno svantaggio storico dell'automatico. Per quanto riguarda i "contro", sicuramente il costo di acquisto è più elevato e la manutenzione è più complessa e costosa, perché ad intervalli regolari va cambiato l'olio con lo scopo di evitare usura precoce e possibili rotture.

Insomma, ci sono pregi e difetti. Alla fine la scelta della trasmissione migliore è del tutto soggettiva e legata alle proprie esigenze di guida. Voi quale preferite?

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di Andrea Tomelleri | 31 marzo 2016

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