Viterbo, autovelox “truffa” per far cassa, la Procura archivia l’indagine

La Procura ha archiviato l’indagine per abuso d’ufficio.

Viterbo, autovelox "truffa" per far cassa, la Procura archivia l'indagine

di Giovanni Mercadante

20 maggio 2015

*** Update 20/10/2017 ***

Epilogo positivo per l’inchiesta che ha coinvolto i vertici della società Safety21 nel 2015. E’ risultata infondata la notizia di reato di concorso in abuso d’ufficio, che avviò l’indagine sull’affidamento alla società, nel 2014, in ATI con Poste Tributi (gruppo Poste Italiane), dell’appalto “Servizio di noleggio, installazione, manutenzione ordinaria e straordinaria di rilevatori elettronici delle infrazioni per la Strada Sp Nepesina”, da parte della Provincia di Viterbo. A seguito della chiusura delle indagini, accogliendo le argomentazioni del PM, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Viterbo, con decreto del 25 novembre 2016, ha pertanto disposto l’archiviazione del procedimento a carico di Domenico Mazzilli, Presidente di Safety21 SpA, di Gianluca Longo suo Amministratore Delegato e di Paolo Tommasini, Responsabile business development.

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La Procura ha aperto un’indagine per abuso d’ufficio dopo i numerosi ricorsi degli automobilisti sanzionati sulla Statale 311.

Una strada, la Statale 311, che collega la Nepesina a Monterosi a Civita Castellana in provincia di Viterbo, dove non ci sono case, ci sono pochissimi incidenti e dove il limite di velocità è di 50 Km orari. Un autovelox, chiamato “Celeritas”, sempre in agguato a sanzionare gli automobilisti, i quali però non ci stanno e fanno ricorso.

La procura di Viterbo allora, dato l’alto numero di ricorsi ha deciso di indagare, come riportato dal Corriere.it, con il sospetto che l’autovelox in realtà sia illegittimo e messo lì solo per far cassa. Le ipotesi sono abuso di ufficio e nell’indagine sono coinvolti il Prefetto, il vice Prefetto, l’ex direttore della Polizia stradale, una funzionaria della Provincia e i manager della società appaltata.

Lo scorso anno Safety21 e Postetributi (Gruppo Poste Italiane) si aggiudicano il servizio senza partecipare ad alcuna gara di appalto. Antonella Scolamiero, il Prefetto che è accusata di concussione assieme al vice, decide di installare gli autovelox per prevenire gli incidenti. Flaminia Tosini dell’ufficio viabilità della Provincia e accusata d’abuso d’ufficio, fa una relazione tecnica per giustificare l’esigenza dell’autovelox su quel tratto di strada. Gli altri indagati sono Gianluca Longo a.d. Safety21 e il presidente Domenico Mazzilli. Dalle indagini, inoltre, è emerso che l’appalto riconosce 41 euro alle ditte per ogni multa rilevata mentre alla Provincia vanno solo 28 euro.