24 Ore di Le Mans: Audi tra vittoria e incidenti

Audi si aggiudica per la decima volte la celebre 24 ore, ma perde i piloti favoriti in incidenti, per fortuna senza conseguenze.

Audi R18 2011: l'endurance dei Quattro Anelli

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Agonismo d'altri tempi, presenza di grandi costruttori, la "solita" pioggia che ha accompagnato la più famosa "maratona" del mondo. E su tutti il duello fra Audi e Peugeot che da diversi anni infiamma la lotta per la vittoria alla 24 ore della Sarthe.

Tutto questo è, in estrema sintesi, il menu di Le Mans 2011, che si è conclusa ieri pomeriggio con la vittoria della Audi R18 di Marcel Faessler, André Lotterer e Benoit Treluyer davanti alle Peugeot 908 gemelle di Bourdais - Lamy - Pagenaud e di Montagny - Sarrazin - Minassian.

Audi conquista la decima vittoria

La R18 di Faessler - Lotterer - Treluyer ha percorso 352 giri; a dimostrazione della lotta che ha accompagnato tutta la gara, il lievissimo vantaggio sulla Peugeot giunta seconda: appena 15"586: Un po' più distaccata (ma di due giri: non è molto sui quasi 4800 km coperti dalla R18 vincente) la seconda delle Peugeot ha dimostrato l'agonismo fra i due maggiori marchi impegnati nella 24 Ore.

Per la Casa dei Quattro anelli, il bottino a Le Mans sale a 10 vittorie su 13 anni di partecipazioni ufficiali: Superata la Ferrari ("ferma" a 9 vittorie). I colori tedeschi, in ogni caso, svettano sull'albo d'oro della maratona della Sarthe: davanti all'Audi, infatti, resiste la Porsche, con ben 16 vittorie all'attivo.

Nonostante il secondo, il terzo e il quarto posto finale (quest'ultimo agguantato dalla 908 di Anthoy Davidson - Marc Gené e Alexander Wurz), per Peugeot la 24 Ore di Le Mans 2011 ha il sapore dell'amarezza. Le 908, infatti, non sono riuscite a vincere, nonostante i grandi rivali Audi fossero rimasi con una sola vettura in corsa (e per due terzi di gara) e, come vedremo, una preziosa occasione giunta all'ultima ora di gara.

La débacle subita da Peugeot nel 2010 (nessuna delle 908 HDi FAP era giunta al traguardo) non è stata compensata dall'onorevole piazzamento finale.

La LMP2 è stata vinta dalla Zytek motorizzata Nissan del team Greaves Motorsport, condotta da Karim Ojjeh, Thomas Kimber - Smith e Olivier Lombard, giunta ottava assoluta al traguardo.

Risultato clamoroso nella LM GTE Pro: la Corvette, infatti, ha interrotto la serie positiva di Ferrari e Porsche che si era verificata nelle scorse quattro edizioni della 24 Ore. A vincere la categoria è stata la Corvette ZR1 di Garcia - Milner - Beretta. Poca fortuna per la Ferrari 458 Italia della AF Corse di Fisichella - Bruni - Vilander, che nella 17. ora avevano agguantato la leadership, poi abbandonata a causa di un problema tecnico.

"Trionfo" Corvette anche nella LM GTE Am, con Canal - Gardel - Bornhauser davanti alla Porsche 997 di Bourret - Gibon - Belloc. Sorprendente terza di categoria la Doran - Ford della Robertson Racing.

Clamorosi incidenti: fuori i favoriti

Ed ecco una doppia testimonianza dell'agonismo che ha animato la 24 Ore 2011. Un agonismo che ha provocato due "vittime" illustri: le Audi R18 numero 1 di Timo Bernhard, Romain Dumas e Mike Rockenfeller (con quest'ultimo alla guida al momento dell'incidente) e la R18 numero 3 per i colori dell'Audi Sport North America di Tom Kristensen, "Dindo" Capello e Allan McNish, sparita dal lotto dei pretendenti alla vittoria addirittura quando la prima ora di gara non era ancora terminata.

L'episodio che ha fatto temere di più ha visto protagonista, suo malgrado, la seconda delle tre Audi R18 "ufficiali" (parliamo della "numero 1" di Bernhard - Dumas - Rockenfeller) durante l'ottava ora di gara. Appena superata la curva Mulsanne (la "destra secca" che i piloti incontrano dopo il lungo rettilineo delle Hunaudières), sull'allungo verso Arnage, il tedesco Mike Rockenfeller si è trovato costretto ad "allargare" sull'erba durante la fase di doppiaggio della Ferrari 458 Italia numero 71, iscritta nella LM GTE Pro dall'italiana AF Corse per Robert Kauffmann, Michael Waltrip e Rui Aguas, con Kauffmann in quel momento al turno di guida. Trovatosi stretto, in traiettoria, dalla più lenta Ferrari, Kauffmann è stato costretto allo svarione sull'erba; in quel momento, ha perso il controllo dell'Audi R18 e ha urtato il guard - rail. Particolare delicato: in quel tratto la velocità dei prototipi arriva a superare i 300 km/h. Nonostante questo, per fortuna Rockenfeller - secondo quanto riportato dal numero uno di Audi Sport Wolfgang Ullrich - ha abbandonato l'abitacolo da solo, anche se poi è stato portato per precauzione al pronto soccorso dove rimarrà solo in osservazione.

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di Francesco Giorgi | 13 giugno 2011

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