F1, Monaco: senza quell'ultima safety car...

Al GP di Monaco trionfa Sebastian Vettel al termine di una gara adrenalica. Secondo posto per la Ferrari di Fernando Alonso.

GP di Monaco 2011, il film della gara

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Non sempre il GP di Monaco, lunghissimo, oltre settanta giri, riesce a mantenere l'attenzione fino al termine della gara. Quest'anno dobbiamo ammetterlo, siamo stati incollati al televisore per un'ora e mezza abbondante per cercare di vedere chi tra i tre eroi l'avrebbe spuntata. A otto giri dalla fine queste erano le posizioni. Al comando Vettel, un solo cambio gomme, con pneumatici che avevano più di cinquanta giri sulle spalle e stavano presumibilmente cedendo. Dietro di lui Alonso, due cambi di pneumatici, certamente più freschi di quelli di Vettel avendo percorso la metà dei giri. Alle sue spalle Button, tre cambi gomme, con l'ultimo treno che aveva solo dieci giri.

Allora: ce l'avrebbe fatta Vettel a resistere agli attacchi disperati di Alonso, con pneumatici più freschi... o addirittura Button avrebbe potuto infilarli tutti e due? Era questo il succo del GP e poteva veramente succedere di tutto... Solo che alle "Piscine" Sutil taglia la chicane, lento, Hamilton frena, Alguersuari non ce la fa e lo tampona, Petrov non trova via d'uscita e si schianta nelle barriere. Safety car, e poi addirittura bandiera rossa. Così Vettel ha tirato un sospirone di sollievo, tutti hanno cambiato pneumatici prima di ripartire, e gli ultimi sei giri non hanno cambiato la situazione, se non per il povero Kobayashi che era quarto (aveva fatto una corsa da leone, con un solo cambio gomme) ed è stato infilato di forza da Webber.

Comunque, alla fine dei giochi, fortuna o no, è sempre Vettel a vincere e con cinque vittorie su sei gare è diventato imprendibile in questo Mondiale 2011. La Ferrari ha rischiato di vincere. Anzi, meglio: Alonso ha rischiato di vincere. A fine corsa ha dichiarato che aveva mantenuto freschi i pneumatici e avrebbe attaccato Vettel sicuro di superarlo. Vogliamo credergli? A questo punto il secondo posto della Ferrari non ci sta bene. E attenzione, non è una nuova Ferrari. E' la stessa di Aldo Costa che nella gara precedente era stata doppiata. Solo che il tracciato monegasco è molto particolare. Non richiede una speciale aerodinamica (certo, il massimo del carico) ma forse una importante trazione meccanica. Ma soprattutto qui vince il pilota più freddo, quello che fa meno errori di guida, e la squadra che non sbaglia tattiche.

Così Alonso, artefice ancora una volta di una grande partenza, è riuscito a stare alle calcagna di Vettel, che ha dimostrato ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, di saper infilare i primi giri a un ritmo indiavolato e quanto meno di avere una Red Bull che rispetta i pneumatici. In tutto questo interessante anche la gara di Button che ha scelto le super soft per due stint, e con queste gomme è volato tra i primi dopo aver perso tempo nella prima parte della gara.

Ma allora la colpa di tutto questo di chi è? Certo il tracciato monegasco, con tutti i sobbalzi del caso, rimane estremamente pericoloso, ed è facile che in caso di incidente, quanto mai probabile, debba intervenire la safety car. Sta di fatto che Monaco non si tocca e per fortuna che almeno ci sono commissari di gara bravissimi, la metà italiani.

Gli incidenti. Diciamo che questa volta Hamilton ci ha messo la sua mano almeno un paio di volte. Prima infilandosi di forza al Loiws all'interno del povero Massa, speronandolo e danneggiando l'ala del ferrarista. Che poche decine di metri dopo, all'interno del tunnel, senza il carico aerodinamico anteriore non è riuscito a rimanere in traiettoria, è finito sullo sporco, e poi a strisciare contro la roccia fino alla chicane..

Poi la carambola finale dove questa volta Hamilton è stato tamponato e Petrov ne è uscito in ambulanza con dolori alle gambe. E ciliegina finale ancora Hamilton ha forzato il povero Maldonado a Santa Devota mettendolo fuori gara...

Beh, lo spettacolo non è mancato, e la roulette ha girato così questa volta. E ora si va in Canada, pista favorevole alla Ferrari. Ma quale Ferrari? Se non ci saranno anche lì delle super soft Pirelli torneremo ai soliti problemi di carenza di carico...O no?

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di Leopoldo Canetoli | 30 maggio 2011

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