F1, Ferrari: con il blasone non si vincono i titoli

Essere la scuderia più blasonata del Circus non basta per tornare a vincere, e già si parla di flop per la stagione 2011.

Ferrari F150th 2011

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Per qualcuno la parola Shanghai evoca il gioco con i bastoncini colorati, in Casa Ferrari riporta alla luce l'ennesima gara fallimentare del 2011, la terza senza salire sul podio e senza riuscire ad impensierire gli avversari della Red Bull che non hanno mai smesso di schernirli per l'avvilente sconfitta del 2010.

La F150th non va, o almeno in prova non ne vuole sapere di siglare giri veloci, la squadra non va, sbaglia strategie e continua sulla falsa riga del disastroso GP finale dello scorso anno. Ma, nonostante tutto, i comunicati continuano a sfornare ottimismo a predicare prospettive di gloria per il futuro, come a ricordare che la Ferrari è sempre la Ferrari ed avrà sempre un ruolo da protagonista.

E' vero la Ferrari in F1 è un'istituzione, una leggenda, ma oggi, nonostante gli ingenti investimenti e i fondi che arrivano per le vittorie accumulate negli anni non riesce più a mettere in pista una monoposto competitiva, che faccia la differenza e permetta ai campioni di guidare per la vittoria e non per il podio. Qualcosa non va all'interno del team, c'è qualcuno o più di qualcuno che non riesce a contribuire alla causa, che non assicura il salto di qualità, ma nessuno indica nessuno: non si riesce ad individuare il responsabile della debacle.

Andiamo per gradi: i piloti stanno facendo il loro lavoro, Alonso è sempre un pit-bull a caccia di vittorie e non vede l'ora di riscattarsi per riprendersi un mondiale buttato via dal muretto box e Massa cerca di mettersi in mostra per rimanere in Ferrari nei prossimi anni, o per ottenere un sedile importante dopo la permanenza a Maranello.

Non rimane che il muretto box e l'equipe che sta a capo del progetto della F150th: le strategie sono discutibili, o quanto meno non fanno la differenza come ai tempi di Schumi e la vettura non spaventa minimamente l'esasperata Red Bull o la concreta McLaren. Quindi, è inutile nascondersi dietro a delle dichiarazioni che suddividono la colpa su tutta la squadra, bisogna capire chi sono i reali artefici di questo disastro e correre ai ripari per tentare una rincorsa disperata agli obiettivi del 2011.

Magari nel prossimo GP verremo smentiti e la Ferrari porterà in pista un bolide rivoluzionato come fece la McLaren in Australia, noi speriamo che tutto ciò avvenga, ma quando anche Alonso, il vero capitano e uomo immagine del Cavallino, afferma dopo le prove che "il quinto e sesto posto è il massimo che questa Ferrari poteva ottenere. In questo momento la Ferrari è una macchina da terza fila" e continua dopo la gara dicendo che "quando la macchina è lenta poco importa fermarsi due o tre volte. Con questa macchina la strategia non ha tutta questa importanza", c'è poco da sperare, o comunque c'è molto da rammaricarsi.

Con il blasone e la gloria dei titoli conquistati da altri non si vince, bisogna guardare al futuro, scendere dal piedistallo rosso, farsi un bagno d'umiltà ed evitare di fare la voce grossa quando non si hanno le armi per stendere il nemico. Altrimenti ci si ritrova a perdersi nel labirinto delle dichiarazioni quando si dovrebbe parlare meno e lavorare di più!

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di Valerio Verdone | 18 aprile 2011

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