GP di Roma: no di Ecclestone, ma Alemanno rilancia

Ecclestone boccia il progetto di Roma come secondo Gran Premio in Italia. Ma Alemanno ipotizza una sostituzione ad anni alterni con Monza.

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Il no di Bernie Ecclestone, direttore esecutivo della Formula One Management e deus ex-machina del campionato di Formula 1, infrange il sogno del sindaco Gianni Alemanno di avere un Gran Premio nella città di Roma.

La notizia arriva proprio nel giorno in cui gli organizzatori del progetto "Roma Formula Futuro" dovevano annunciare, in conferenza stampa, la cerimonia di presentazione della gara, prevista per il 21 gennaio alla presenza del primo cittadino romano.

L'idea dell'evento, nata per un rilancio del turismo e della capitale, nonostante avesse suscitato polemiche e perplessità, sembrava diventata, grazie all'impegno del comitato organizzatore, quasi una realtà, che è crollata invece come un castello di carte.

Dopo una serie di contatti tra l'amministrazione capitolina e la Fom per redimere la questione, arriva la lettera del patron della F1 che chiarisce l'impossibilità di realizzare il progetto: «Mai due Gran Premi in un solo Paese». La motivazione principale è da riscontrare, oltre che nel regolamento (che è in realtà flessibile in base alle esigenze organizzative e finanziarie), nell'economia delicata di un sistema come quello delle gare del campionato, che comprende costi da limitare, partnership e sponsor.

Il sindaco della capitale, comunque, non sembra aver accolto questa "bocciatura" come una sconfitta, anzi ha rilanciato un'ipotesi che sicuramente farà discutere: un Gran Premio d'Italia alternativo a quello di Monza. «Come è evidente dall'ultima lettera inviata da Bernie Ecclestone - ha dichiarato Alemanno - non c'è da parte sua alcuna bocciatura per Roma, ma la decisione di concedere all'Italia un solo Gran Premio, a Monza o a Roma, o a entrambe le citta', ma a stagioni alterne». 

Dichiarazioni che potrebbero estremizzare il conflitto con il circuito lombardo, uno dei pochi ad essere in calendario fin dalle origini della Formula 1. Forse proprio per questo, il primo cittadino ha poi fatto un passo indietro: «Di fronte a questa svolta è evidente che è necessaria una riflessione sul progetto del Gp a Roma. Abbiamo sempre ribadito, infatti, che se fosse stata posta un'alternativa tra Roma e Monza noi avremmo fatto un passo indietro». 

Dopo la decisione di Ecclestone si profilano di nuovo all'orizzonte le candidature di altri stati che potrebbero ospitare sui loro territori nuove gare del Mondiale di Formula 1: Usa, Messico, Russia.

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di Eleonora D'Uffizi | 13 gennaio 2011

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