Dakar: Peterhansel trionfa nella tappa 10 e la Peugeot fa ricorso

La Casa del Leone si appella contro la decisione di penalizzare Sainz di 10 minuti per un presunto contatto con un Quad nella tappa numero 7.

Dakar: Peterhansel trionfa nella tappa 10 e la Peugeot fa ricorso

Tutto su: Peugeot

di Valerio Verdone

17 gennaio 2018

E’ Stéphane Peterhansel il vincitore della tappa numero 10 della Dakar, il pilota della Peugeot è stato il più veloce nel percorrere i 795 km che separano Salta da Belen ed ha preceduto nella classifica di giornata De Villiers, al volante della Toyota Hilux, e l’altro driver del Leone, il numero 1 della classifica provvisoria Carlos Sainz.

Sfortunato l’alfiere della Toyota Al-Attiyah rallentato da un problema tecnico quando era in lizza per la vittoria di tappa. Un imprevisto che ha consentito al vincitore di balzare al secondo posto della classifica generale.

Ma come se non bastassero i colpi di scena lungo il percorso della Dakar, è arrivato anche il reclamo da parte di Peugeot contro la penalizzazione di 10 minuti inflitta a Sainz per un comportamento ritenuto pericoloso dal collegio dei commissari che ha penalizzato l’equipaggio della Peugeot 3008DKR Maxi n° 303 al seguito della tappa 7.

Nello specifico, è stato il concorrente n°254, iscritto nella categoria Quad, a sporgere reclamo contro l’equipaggio Sainz/Cruz per un comportamento definito pericoloso al km 184 della speciale 7. Così, il Team Peugeot Total ha comunicato la sua intenzione di appellarsi contro questa decisione che giudica infondata ed ingiusta.

Molto amareggiato della vicenda Sainz che ha dichiarato: “Sono molto contrariato da questa decisione. La descrizione degli eventi fatta dal pilota di Quad non riflette la realtà. Al contrario, io ho permesso di evitare l’incidente. Sono desolato per quello che gli è successo, ma quel che è accaduto è che sono arrivato vicino a lui e ho azionato il sistema Sentinella. Lui si è fatto da parte e mi ha guardato. C’era molto spazio ma il terreno era molto fangoso. Ha perso il controllo ed è ritornato sulla sua pista. Ho fatto una manovra per evitarlo. Mi è passato vicino ma non ci siamo toccati. Constato che ha concluso al 12° posto della tappa. Se lo avessi urtato, mi sarei senz’altro fermato. Non sono assolutamente d’accordo con questa decisione.”

Gli fa eco Bruno Famin, Direttore di Peugeot Sport. “Questa decisione è incomprensibile. Non c’è nessun elemento concreto in questo fascicolo. E’ solo la parola di un concorrente contro quella di un altro. Per noi, è evidente che non c’è stato un urto tra il Quad e la vettura. Se ci fosse stato un impatto, come asserisce il pilota del Quad, probabilmente non sarebbe qui a parlarne, vista la velocità della vettura. Tutti i nostri dati confermano la versione di Carlos, che tra l’altro ha sempre dimostrato un comportamento esemplare. Il pilota che dice di avere avuto il suo Quad danneggiato nell’incidente ha finito al 12° posto di quella tappa e al 10° di quella successiva, la seconda parte della tappa maratona. La sanzione di 10 minuti è del tutto arbitraria. Il collegio dei commissari rimprovera a Carlos di non essersi fermato, ma non c’è stato un urto. Inoltre, anche ipotizzando che il comportamento di Carlos possa essere oggetto di un rimprovero dei commissari, questo tipo di infrazioni dovrebbe essere oggetto di una multa e non di una penalità in termini di tempo – comminata in modo del tutto arbitrario – e che ha un impatto sullo svolgimento della gara. Ovviamente, abbiamo comunicato la nostra decisione di fare appello. E’ probabile che non conosceremo il vincitore della Dakar 2018 a Cordoba, sabato prossimo. Oltre ad essere una questione di principio, esser leader con 1 h 06 o con 56 minuti, non è la stessa cosa, soprattutto quando si devono affrontare tappe come quelle che ci aspettano nei prossimi giorni.”