Alonso vince in Corea e riapre il mondiale

Grande trionfo per il ferrarista Fernando Alonso che va in testa al mondiale e accende il finale di stagione, per la gioia dei tifosi

Un Gran Premio di Corea da dimenticare per il team Red Bull, che pur avendo dominato in prova e in gara torna a casa con un doppio zero. Giornata trionfale invece per Fernando Alonso, che era in agguato e non ha sbagliato niente, e per la Ferrari che ha piazzato i suoi due piloti sul podio. Gara incredibile su un tracciato inedito per tutti reso ancor più complicato dalla pioggia scrosciante, che ha determinato una partenza dietro safety car un'ora dopo il previsto.

Dicevamo di Alonso che non solo non ha sbagliato niente, ma ha anche rimediato ad un piccolo errore fatto ai box dal meccanico, che nel pit stop si è fatto sfuggire il dado che blocca la ruota anteriore destra perdendo secondi preziosi (costati il secondo posto che lo spagnolo deteneva con sicurezza). Ma Alonso non si è dato per perso e in meno di un giro ha recuperato la posizione a spese di un Hamilton non ineccepibile.

"Qui nessuno vincerà il mondiale, ma qualcuno potrebbe perderlo..." Così si era espresso Alonso alla vigilia della gara, e questa profezia si è avverata. Con l'uscita di pista rovinosa di Webber, che ha coinvolto l'incolpevole Rosberg, autore di un grande inseguimento. "E' tutta colpa mia, è stato un mio errore - ha ammesso sportivamente l'australiano, che poi ha aggiunto - ma il mondiale non è ancora finito..."

Di certo Webber avrà il dente avvelenato. Non solo per questo errore, quanto per il trattamento chiaramente poco favorevole dimostratogli dalla sua squadra, nonostante fosse allora leader della classifica. "Alla Red Bull siamo sportivi, che vinca il migliore" aveva dichiarato Chris Horner, diesse del team. Che ora, con questo comportamento certamente più favorevole nei riguardi di Vettel ("E' più veloce e più giovane, Webber è più avanti in carriera...) si mangerà le dita visto che ora corre il rischio di perdere sia il Mondiale piloti che quello Costruttori...

Chi ha tutti i meriti di questa incredibile rincorsa è indubbiamente Fernando Alonso, che ci ha creduto fino in fondo, sin dalla gara di Monza. Lo spagnolo sta dimostrando maturità e intelligenza, ma soprattutto ha il carisma per coagulare tutta la squadra su di lui, un po' come era riuscito a fare Schumacher.

In più la Ferrari sta dimostrando, pur alla fine dei motori a disposizione, di essere più affidabile delle altre. E se non è forse altrettanto competitiva come la Red Bull, almeno si adatta bene a tutti i tracciati. Ed ora andremo a Interlagos in casa di Felipe Massa, che con una vittoria potrebbe fare un buon regalo a tutto il team.

Chi sembrava potesse dominare la gara era naturalmente Vettel, che ha caracollato al comando sino al 45° giro, quando improvvisamente il suo motore Renault è scoppiato del tutto. Il tedeschino aveva avvisato via radio i box che aveva problemi ai freni...frase in codice o meno, come quando aveva detto di non vederci bene nelle staccate, in modo che Charlie Whiting, direttore di gara (che sente tutte le comunicazioni via radio) potesse intervenire fermando prima la gara, quando lui era al comando.

Chi invece si esaltava nella guida sotto il bagnato è stato ancora una volta Hamilton, che ha finito per piazzarsi tra i due ferraristi, mentre il suo compagno Button navigava nelle retrovie. Degli altri, detto di Rosberg coinvolto senza colpa nell'incidente di Webber, da sottolineare finalmente una prestazione dignitosa da parte di Schumacher, e ancora una volta una buona gara di Kubica. Ma a noi piace sottolineare la prova del nostro Liuzzi, sesto al traguardo dopo essere partito dalla nona fila.

Così ora Alonso scatta al comando del mondiale, e saranno gli altri a dover inseguire. Le due Red Bull, che continueranno a battersi tra di loro, ed Hamilton che è risalito ancora in classifica. Un finale di campionato al fulmicotone. Tutto può ancora succedere nelle due prove di Interlagos e Abu Dhabi. E la Ferrari è ancora lì, davanti a tutti...

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di Leopoldo Canetoli | 25 ottobre 2010

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