GP Suzuka: dominio Red Bull, Alonso terzo

Doppietta Red Bull nel Gran Premio del Giappone con Vettel e Webber davanti ad un affaticato Alonso

Hanno vinto tutti, non ha vinto nessuno a Suzuka? Se ne sono viste (e lette) di tutti i colori al termine del GP del Giappone, con un risultato che dopo le prime prove appariva scontato: due Red Bull ai primi posti! Ma allora, ma questa grande rimonta della Ferrari? Se sentite Alonso lo sentirete soddisfatto, contento di quel terzo posto, di quel podio al quale aveva mirato. Ma per i gradini più alti niente da fare.

"Suzuka sembra disegnato apposta per le nostre macchine - ha ammesso candidamente Sebastian Vettel, protagonista dall'inizio alla fine - abbiamo fatto buone qualifiche, una buona partenza e tutto è venuto di conseguenza". Meno soddisfatto si è dimostrato Webber, ancora una volta coriaceo secondo, di certo non favorito da strategie di squadra che sembrerebbero logiche per un pilota che da diverse gare è al comando del Mondiale.

"In Red Bull non si fanno strategie speciali per favorire i piloti" ha ammesso l'australiano. Certo che inquesto modo si corre veramente il rischio che i sopraggiungenti, nella classifica (Vettel e Alonso a -14 punti...) possano fare un bello scherzetto al coriaceo Mark... Una politica che certo non danneggerebbe la Ferrari. Sembrerebbe che la Red Bull, che sta ampiamente dominando la classifica Costruttori (ma di che, di bibite gassate?) voglia dare una dimostrazione di forza piazzando ai primi due posti della classifica i suoi due piloti...

Comunque a Suzuka, graziata dalla pioggia che aveva condizionato le prove e che forse avrebbe potuto rilanciare in pista piloti del calibro di Hamilton, si sono viste chiaramente le forze "tecniche" in campo. Bastava seguire le Red Bull nelle prime quattro curve per capire che avevano una marcia in più... Le Ferrari, o meglio la Ferrari di Alonso (visto che Massa ha fatto harakiri al via) ha faticato non poco a tenere il passo, e nonostante lo spagnolo abbia dichiarato di aver attaccato nella parte finale, questo suo forcing non si è per niente notato.

A onor del vero c'è da dire che le McLaren, due diverse strategie, con Button partito con gomme dure e Hamilton penalizzato in griglia per aver sostituito il cambio, non sono mai riuscite ad agganciare nemmeno la Ferrari. Hamilton dopo il cambio gomme era ripartito come un leone, ma la perdita della terza marcia lo ha di nuovo penalizzato. Più arretrate le Mercedes, ancora in lotta tra loro, fino a quando Rosberg, ancora una volta il più veloce tra i due, usciva rovinosamente per la perdita di una ruota. Lo spettacolo veniva invece dalle lotte, e dai sorpassi col coltello tra i denti del "samurai" Kobayashi con l'altra Sauber, quella affidata ad Heidfeld: completavano le top ten Barrichello e Buemi.

Spettacolari, e duri, i primi momenti di gara. Incredibile uscita di strada di Di Grassi che nel giro di allineamento si stampa come un missile contro le barriere. Al via nella parte centrale del gruppo si toccano Hulkenberg e Petrov, con il russo che attraversa lo schieramento da destra a sinistra. Poche decine di metri dopo Massa, forse tratto in inganno da una debole partenza di Rosberg, mette le ruote sull'erba e perde il controllo della sua Ferrari andando a speronare il povero Liuzzi che finisce così subito fuori gara.

Altro incidente, in regime di safety car, all'altra Renault quella di Kubica, che era partito benissimo alle spalle delle due Red Bull, che finisce per perdere la ruota posteriore destra. Da questo momento alla fine nessun altro brivido. Cambi gomme regolari ai box, posizioni immutate se non per il cedimento di una piazza di Hamilton rimasto senza la terza marcia.

Così il circus di F.1 rimane in Oriente per la prossima gara in programma sul nuovo circuito coreano sul quale hanno appena steso il manto di asfalto. Inedito per tutti, potrebbe essere addirittura favorevole per la Ferrari. Prima della trasferta in Brasile dove si correrà a Interlagos, a casa di Massa e Barrichello, e prima del gran finale di Abu Dhabi. I giochi sono ancora tutti aperti.

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di Leopoldo Canetoli | 11 ottobre 2010

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